INCIDENTE TORNADO - Forse è un errore umano la causa dello scontro in volo
L'ansia è diventata disperazione. Non ci sono conferme ufficiali perchè i corpi ritrovati sono solo due su quattro. La speranza è ormai ridotta a un lumicino tanto che, oltre ogni ragionevole dubbio, anche i soccorritori hanno confermato: Alessandro Dotto, 31 anni di San Giusto Canavese, ha perso la vita nell'incidente che martedì pomeriggio ha visto coinvolti due caccia Tornado ad Ascoli Piceno. Nello scontro sono morti anche i colleghi del capitano pilota canavesano: i militari Giuseppe Palminteri, Paolo Piero Franzese e Mariangela Valentini.
 
Secondo la procura di Ascoli, i due Tornado sarebbero scomparsi dai radar un attimo prima dell'impatto. Secondo i primi riscontri i due caccia volavano a circa 1800 piedi, pari a circa 600 metri d'altezza. Subito dopo l’incidente, l’Aeronautica aveva parlato di un semplice volo di addestramento. Ieri, in una relazione consegnata ai pm marchigiani, lo Stato Maggiore ha rettificato, spiegando che l’incidente non è avvenuto in fase di crociera, ma durante una vera e propria esercitazione. I due caccia, partiti dalla base di Ghedi, sono andati verso l’area destinata all’addestramento. 
 
L’area, secondo una delle agenzie che sovrintendono al controllo degli spazi aerei, era stata prenotata dalle 14 alle 15.30 del pomeriggio e dalle 18.30 alle 19.30. Dato anomali secondo gli inquirenti, dal momento gli aerei sono decollati alle 15.22 e alle 15.27: in tre minuti non avrebbero mai potuto raggiungere la zona dell'addestramento. La procura di Ascoli ha disposto il sequestro delle rotte dalle torri di controllo di Brescia e di tutte quelle competenti nella zona.
 
L’Aeronautica sostiene che «l’impatto tra i due caccia è stato ortogonale, in pratica i due aerei si sono scontrati perpendicolarmente». Questo lascrebbe supporre un errore umano.