
In collaborazione con Adnkronos. Il 10% dei pazienti va incontro al decesso nonostante riceva cure adeguate, mentre il 10-20% dei sopravvissuti può andare incontro ad amputazioni, danni cerebrali, perdita dell’udito, disturbi dell’apprendimento. Si tratta dei danni causati dalla meningite, una malattia infettiva che non va sottovalutata e verso la quale è fondamentale non abbassare la guardia sulla prevenzione.
A fornire questi dati l’Organizzazione Mondiale della Sanità che sottolinea quanto Il rischio sia maggiore nei bambini in tenera età e nelle le persone più fragili, come gli anziani o i soggetti immunodepressi.
Proprio per accendere i riflettori sull’importanza della prevenzione è stato organizzato a Torino a un incontro promosso nell’ambito di "Pre-Occupiamoci della meningite", un progetto editoriale di sensibilizzazione a livello nazionale sui rischi legati a questa patologia, ideato e promosso dal Gruppo Adnkronos con il supporto non condizionante di Gsk Italia.
In Piemonte, secondo il rapporto 2021 realizzato da SeReMi (Servizio di riferimento regionale di Epidemiologia per la sorveglianza, la prevenzione e il controllo delle malattie infettive) le diagnosi di meningite per qualsiasi agente batterico causale segnalate nel periodo di sorveglianza 2008-2020 sono 1.024, di cui 37 nell’ultimo anno. Tra i principali sierogruppi identificati il più frequente è quello B, seguito dal sierogruppo C. inoltre, dai dati emerge la prevalenza del batterio dello pneumococco, che riguarda il 77% delle segnalazioni, cui però segue il meningococco.
"Le segnalazioni nel 2020 rilevano l’effetto contenitivo della diffusione non solo del Covid19, ma anche delle altre malattie batteriche a diffusione aerea – ha precisato Lorenza Ferrara, dirigente SeReMi – i dati confermano che le più diffuse sono da Streptococcus pneumoniae, specie per pazienti di età superiore ai 64 anni, mentre le meningiti da gruppo B sono le più segnalate, seguite dal sierogruppo C, che però beneficia dell’introduzione in Piemonte nel 2011 della vaccinazione, che ne ha ridotto i casi".
"La profilassi attuale contro le malattie batteriche è promettente e porta dei vantaggi anche collettivi, basti pensare all’alta trasmissibilità della meningite meningococcica, causata dalla Neisseria meningitidis, che si può contenere molto bene grazie al vaccino – ha spiegato il professor Giovanni Di Perri – dobbiamo tenere presente, comunque, che la vaccinazione dell’adulto dà risultati differenti in base all’età di somministrazione. In linea di massima, è meglio vaccinarsi il più precocemente possibile, poiché la risposta immunitaria sarà migliore per questo credo che si dovrà rivalutare la strategia vaccinale complessiva tenendo conto della longevità della popolazione italiana”.








