
Si aggiunge un altro nome al novero degli indagati per la truffa da 187 mila euro orchestrata da Gabriele Defilippi ai danni della professoressa Gloria Rosboch. E' quello di una donna che sarebbe la "telefonista". Ovvero la finta direttrice di banca che convinse Gloria Rosboch a cedere i suoi risparmi all'ex allievo 22enne. La donna è indagata solo nel procedimento per truffa e non in quello per l'omicidio della professoressa. E' quanto è stato confermato questa sera dai carabinieri del comando provinciale di Torino. La donna è stata ascoltata per oltre quattro ore a Ivrea dal procuratore Giuseppe Ferrando. L'interrogatorio si è chiuso dopo le 19.
Si allarga, insomma, il raggio d'azione degli inquirenti che stanno ricostruendo anche la truffa subita dalla povera professoressa. Truffa che è stata causa scatenante del raptus omicida che ha portato in carcere, la scorsa settimana, Gabriele Defilippi di Gassino e Roberto Obert di Forno Canavese. Dietro le sbarre anche la madre di Gabriele, Caterina Abbattista, al momento nei guai per favoreggiamento. Domani dovrebbero partire a Rocca Canavese le ricerche della pistola che, dopo l'omicidio, Gabriele avrebbe consegnato al complice Roberto Obert. Quest'ultimo avrebbe seppellito l'arma in un bosco.
Per quanto riguarda la telefonista, che ieri era stata individuata dai carabinieri dopo una serie di accertamenti, Gabriele Defilippi ne aveva negato l'esistenza anche nel corso degli interrogatori post-arresto. Secondo il racconto fornito agli inquirenti era stato lui stesso a chiamare la Rosboch per convincerla a consegnare il denaro. Lo aveva fatto camuffando la voce. Circostanza che non ha mai convinto i carabinieri e che, ancora una volta, conferma la scarsa attendibilità delle dichiarazioni che l'omicida ha fornito agli inquirenti. La donna, nelle telefonate, si era finta direttrice di una banca di San Giorgio Canavese.








