FURTI E RAPINE IN CANAVESE - Alcuni colpi messi a segno a Favria, Foglizzo, Prascorsano, Castellamonte e San Giorgio - FOTO e VIDEO

Sono numerosi i furti e le rapine che vengono addebitati alle quattro persone arrestate questa mattina dai carabinieri della compagnia di Ivrea, al termine di una delicata indagine che si è svolta in diversi Comuni del Canavese. A far partire gli accertamenti è stata una violenta rapina subita da un assicuratore di 65 anni di San Giorgio Canavese, ex calciatore della Juventus.

L'uomo, che aveva conosciuto la basista, Giuliana Lomuscio, 25 anni di Quincinetto, è stato aggredito e picchiato all'interno della propria villa. Una rapina che, secondo gli accertamenti dei carabinieri, è stata portata a termine dal complice Arvit Sada, 34 anni, albanese di Cuorgnè. In carcere con i due sono poi finiti Robert e Fatos Kola di Prascorsano e San Giorgio, fratelli rispettivamente di 32 e 26 anni.

I due Kola agivano spesso con Arvit Sada e con un quinto indagato, anche lui albanese, al momento ricercato dai carabinieri. I furti che hanno messo a segno, sempre a danno di villette, sono stati registrati a Foglizzo (colpo che ha fruttato otto orologi, anelli e gioielli vari), a Prascorsano (bottino di 670 euro, gioielli e macchine fotografiche), a Favria (bottino in orologi e diversi fucili poi recuperati dai carabinieri a Cuorgnè), e a Castellamonte dove, però, i banditi sono stati messi in fuga dal padrone di casa. I malviventi, infatti, sono entrati in azione poco prima di pranzo senza sapere che il proprietario era all'interno.

Un altro furto accertato è avvenuto in una villetta di Grasse, in Francia. Al loro rientro in Italia, però, i balordi sono stati pizzicati dai carabinieri mentre tentavano di rivendere gioielli e monili appena rubati in un "compro-oro" di Torino. Per scovare i ladri è stata in quel caso fondamentale anche la collaborazione della polizia francese. Nella casa della donna è stato recuperato dai militari anche un taser, forse lo stesso usato per la rapina di San Giorgio.

Gli accertamenti dei carabinieri proseguono, non solo per risalire al malvivente latitante, ma anche perchè c'è il sospetto che la banda possa aver agito in altre occasioni. E di furti, purtroppo, ne sono stati messi a segno parecchi in tutto il Canavese. Complessivamente l'attività criminale ha fruttato ai membri della banda svariate decine di migliaia di euro.