
FORNO CANAVESE - Si ferisce ad una gamba dopo essere caduto dentro una buca nel marciapiede in rifacimento. E’ la disavventura capitata nei giorni scorsi a Forno Canavese in via Luigi Einaudi a un non vedente. Lo sfortunato pedone stava percorrendo insieme alla moglie la strada che porta fino al centro del paese per andare a prendere il bus quando è caduto rimediando un taglio profondo e qualche escoriazione. Sul luogo dell’infortunio la segnaletica dei lavori in corso era stata spostata dal vento.
«Ero con mia moglie. Ci stavamo recando alla fermata del pullman – racconta l’uomo – eravamo un po’ zavorrati da borse e trolley e la mia compagna non si è accorta della buca nel marciapiede. Non è riuscita ad avvisarmi in tempo e io ci sono finito proprio dentro col piede. Per fortuna, avevo i jeans e le calze che mi hanno evitato guai peggiori. Tuttavia, ho rimediato un profondo taglio. Eravamo di corsa per un appuntamento importante che non potevamo mancare. Così mi sono auto-medicato senza andare al pronto soccorso. Il dolore è stato atroce e la ferita non è ancora completamente guarita nonostante siano passati diversi giorni».
«Ho deciso di raccontare questa mia disavventura per sollecitare l’amministrazione comunale di Forno (e non solo quella di Forno) e le ditte che fanno questo tipo di lavori ad effettuare una manutenzione puntuale e a segnalare con cura i potenziali pericoli – aggiunge l’infortunato non vedente – non chiedo un risarcimento. Il danno è soprattutto morale. La segnaletica che doveva mettere in guardia i pedoni dal potenziale pericolo del buco, destinato immagino poi a un palo della luce, era stata portata via dal vento dei giorni precedenti. Ora l’hanno tassellata ma in quel momento poteva farsi male chiunque, anche un bambino. Bastava un attimo di distrazione come successo a noi. Quello che fa più male, però, è la poca attenzione verso chi convive già quotidianamente con un handicap o una disabilità e il disinteresse della gente. Quando mi sono fatto infortunato, c’era un'altra persona lì vicino. Ha visto cosa è successo e se ne è andata facendo spallucce. E’ il frutto di questa società del “vivi e lascia vivere”. Non va bene, perché si manca di empatia e umanità verso il prossimo».












