
Sano e salvo. E' rientrato l'altra sera a Caselle, monsignor Pier Giorgio Debernardi, vescovo di Pinerolo e da sempre legatissimo al Canavese, viste le sue origini di Feletto. Debernardi è rimasto bloccato all'aeroporto di Ouagadougou sabato, dopo gli attentati che hanno sconvolto il Burkina Faso. «E' un paese che fa gola perché lì cristiani e musulmani hanno sempre vissuto in pace - ha detto il vescovo appena atterrato all'aeroporto Sandro Pertini di Caselle - questo terribile attentato è un tentativo di destabilizzare tutta l’area a nord della capitale ma non penso riusciranno a rompere questo fronte».
L'attentato di sabato scorso è stato prontamente rivendicato da Al Qaeda. «L'albergo che ci ospitava era vicino al luogo dell'attentato - ha raccontato il vescovo - abbiamo sentito degli spari, poi siamo andati rapidamente in aeroporto dove tutti i voli erano stati cancellati». Il vescovo era in Burkina Faso con alcuni volontari italiani dell'associazione Lvia, anche loro rientrati a Caselle. Si trovavano in Africa per una missione umanitaria a Dorì.
«Abbiamo avuto paura ma siamo riusciti a realizzare il nostro scopo: dare una mano alle comunità cattolica e musulmana a nord del paese - ha aggiunto il vescovo - volevamo essere presenti per dare un segno di solidarietà e speranza». Volontari e Debernardi erano alloggiati a meno di 500 metri dall’Hotel Splendid, dove si è verificato l'attentato terroristico costato la vita a decine di persone.








