
Sono trascorsi 70 anni da quel tragico 16 agosto. Una data indelebile per tutto il Canavese. Per rappresaglia, le truppe nazifasciste danno alle fiamme il centro abitato di Feletto. Si salvano pochissime abitazioni. 2668 persone restano senza casa e sono costrette a rifugiarsi negli altri paesi della zona, a partire da Castellamonte e Rivarolo Canavese.
Ieri mattina, in piazza a Feletto, è stato ricordato quel drammatico 16 agosto che segnò, in maniera violenta, la storia del paese. L'Anpi e l'amministrazione comunale hanno consegnato a quattro partigiani, ultimi testimoni di quello che avvenne 70 anni fa, una targa ricordo. Sulla piazza principale del paese, invece, è stata apposta una fotografia che ricorda i danni subiti da Feletto a causa dell'incendio. «Così che tutti - dicono dall'Anpi - e in particolare le nuove generazioni, possano ricordare ciò che accadde e riflettere sugli orrori delle guerre».
A scatenare la rappresaglia dei nazifascisti era stata una raffica di mitra sparata da un partigiano che, il 15 agosto, aveva colpito una colonna di mezzi tedeschi in transito nel centro del paese. Le truppe iniziano i rastrellamenti: partigiani e semplici cittadini vengono trucidati. Il giorno successivo, 16 agosto, i nazifascisti incendiano il paese. Nel rogo vengono distrutte 262 case.
Feletto è tra le città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione perché è stata insignita, il 10 luglio 1984, dal presidente della Repubblica, Sandro Pertini, della Medaglia di Bronzo al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale.
Le foto d'epoca, che ritraggono i danni provocati dall'incendio di Feletto, sono tratte dall'archivio Istoreto e fanno parte dei documenti contenuti negli Archivi della Resistenza e del '900. Foto di Ezio ed Elio Novascone.















