
FAVRIA-VALPERGA - Dall'idea di un canavesano di origine favriese, Massimo Data, nato a Favria nel 1971 e oggi residente a Valperga, è nata l’idea di un monopattino ad impatto zero sull’ambiente. Un monopattino che funziona con l'energia solare.
Ma prima di tutto quando è nato il monopattino? E qui molti potrebbero pensare che abbia origini abbastanza recenti, ed invece non si conosce la data precisa e già nell'Ottocento vi erano principi di esso. Poi agli inizi del Novecento negli Stati Uniti vengono progettati e brevettati alcuni scooter, nome che viene dato negli Usa al nostro monopattino. Inizialmente furono progettati come giochi per bambini, ma poi, sull'onda dall'entusiasmo dello sviluppo industriale, furono anche proposti, con poco successo, come mezzi di trasporto. Da bambino ricordo il monopattino in legno su una tavola a due ruotine piene, un manubrio e tanta voglia di spingere. Dopo la Seconda guerra mondiale pare che vennero organizzate negli oratori parrocchiali delle gare in monopattino.
Il monopattino elettrico è nato addirittura nel 1915 e si chiamava Autoped ed era stato realizzato dell'Autoped Company, pare molto simile a quelli attuali. Ma con l’invenzione di questo canavesano nato in terra favriese nasce una idea innovativa ad impatto di zero per l'ambiente, in grado di sfruttare il combustibile che non costa nulla, fonte di vita e non inquinante: il sole.
L’inventore non ha lauree o altisonanti master ma è un autodidatta con l’elettronica nel sangue: «Ho avuto tutti gli insegnamenti di elettronica da mio padre che era perito elettrico. Come scuole o solo fatto la terza media ma ho sempre avuto l'elettronica nel sangue. Come un dono mi venivano sempre strane idee: oggi voglio migliorare in meglio, è vero che è un po' tardi per l'età ma non si è mai troppo vecchi per dare un contributo. Oggi vuol dire dare speranza all'umanità cercare nuove fonti di energia e sfruttarle al meglio per inquinare il meno possibile». (Giorgio Cortese)








