FAVRIA - Tenta la rapina in banca ma all'improvviso... se ne va

Prosegue in tribunale a Ivrea il processo a carico di Mario Luciani, 54 anni, di Rivarolo, accusato della tentata rapina andata in scena il 15 aprile 2014 alla filiale della Banca Sella di Favria. In aula è stata una vera e propria guerra di perizie tra accusa e difesa. Punto cruciale è il filmato delle telecamere a circuito chiuso della banca. Dalle immagini si vede chiaramente l’azione del rapinatore che, secondo la procura, è Luciani. I periti in aula hanno parlato di coincidenze e compatibilità, lasciando però anche spazio al dubbio: dai fotogrammi, insomma, non c'è la certezza che l'uomo immortalato dalle telecamere sia effettivamente l'imputato. L’uomo aveva un cappellino calato sul volto con una barba finta. Anche la cassiera della banca che lo vide il giorno della tentata rapina ha palesato dei dubbi sull'identità dell'uomo. Ad incastrare Luciani fu una soffiata di un informatore alla questura di Torino che aveva portato la polizia sulle sue tracce. Il processo riprenderà il prossimo otto marzo.

L’assalto risale, come detto, al 15 aprile del 2014. Dalle telecamere si vede un uomo con un cappellino calato sul capo e la barba posticcia, che entra nella filiale di via Caporal Cattaneo 2. Addosso ha una tuta arancione usate dai cantonieri del Comune o della Provincia. Sembra un normale cliente solo che, all’improvviso, afferra una dipendente per un braccio, la trascina sul retro e le punta qualcosa alla gola. A quel punto, anziché dirigersi verso le casse della filiale, le intima di aprire la porta laterale, quella allarmata e dotata di un maniglione antipanico. Forse resosi conto dell’errore, l’uomo desiste.