
FAVRIA - In perido di coronavirus il gruppo Fidas di Favri aha raccolto più di 140 sacche tra la donazione dell’otto aprile e dell’otto maggio. Un bellissimo risultato come quello di vedere piu di 18 nuovi donatori avvicinarsi al mondo dei donatori di sangue ad aprile e ritornare entusiasti di poter donare a maggio. «Grazie per questo magnifico risultato ai donatori che voglio pubblicamente ringraziare - spiega Giorgio Cortese - ai membri del Direttivo che hanno collaborato, al Centro Incontro Pensionati di Favria ed al suo presidente Santo Murano per la disponibilità dei locali. Come donatore, con molte donazioni all’attivo, sia come presidente dal 2000 del gruppo, condivido l’entusiasmo e la passione dei donatori neofiti sia dei donatori con all’attivo diverse donazioni, e poi la generosa passione di chi viene al prelievo la prima volta. Si leggono nei loro occhi coraggio, passione e voglia di fare del bene».
«Oggi più che mai dobbiamo guardare più in là del nostro naso per vedere con una visione a 360° il bisogno altrui. Ci sono tanti modi per poter essere vicini a chi ha bisogno, ad esempio con la donazione del sangue, beneficenza, donazione di organi, servizi sociali e civili. Tante occasioni di aiutare in un modo o nell’altro mettendo a disposizione ciò che più abbiamo, a volte mettendo a disposizione noi direttamente». Oggigiorno donare il sangue, ancora di più durante questa pandemia, è una necessità: per assicurare le cure agli emofiliaci, per i trapianti degli organi, per curare gli ustionati, per ricavare dal plasma i cosiddetti farmaci salvavita. Donare un po’ del proprio sangue dovrebbe essere considerato un atto di civiltà e un dovere morale per chi è in buona salute.
«Vinciamo l’umana indifferenza - dice ancora Cortese - vi invito a varcare la soglia di una sala prelievi per fare un salto d’altruismo. Abbattiamo il muro che ci separa dal prossimo, abbattiamo questo nostro egoismo e condividiamo con chi non ha ciò che noi abbiamo. Credetemi quale gioia, che è indescrivibile, si prova nell’animo, quando arriva il referto che ci assicura che godiamo di ottima salute e, quindi, siamo idonei al dono, perché donando il sangue facciamo del bene al prossimo ma facciamo del bene anche a noi stessi, controllando la nostra salute. Ogni giorno, in Italia, migliaia di persone sopravvivono grazie a un gesto così semplice ma così importante. E allora, non indugiamo, perché certe cose non accadono solo agli altri. Gli altri siamo anche noi».








