
Niente sposi gay a Favria. Il sindaco Serafino Ferrino, amministratore di lunghissimo corso e cattolico praticante, ha rifiutato di celebrare il matrimonio di due ragazzi previsto per il prossimo mese di marzo. «Non è una sfida alla legge - assicura il primo cittadino - solo che non me la sento di andare contro a precisi dettami etici che mi appartengono. E in questa posizione sono certo si trovino tantissimi sindaci in Italia».
Ai due ragazzi è stata proposta la celebrazione del matrimonio da parte del responsabile dell'ufficio anagrafe del Comune: il funzionario, infatti, può celebrare senza la delega del sindaco. Non dovessero accettare, i futuri sposi dovranno trovarsi un'altra location. «Il matrimonio non è stato impedito - precisa il sindaco - ma non ho intenzione di delegare nessuno. Questa legge è un errore e non vedo perchè un sindaco debba essere obbligato a rispettarla andando contro i propri principi etici».
Altrove, in Canavese, ci sono già Comuni che invece hanno regolarmente ottemperato alla nuova legge. E' il caso di Piverone che ha celebrato un'unione civile già il mese scorso. Ed è il caso di Vidracco, in Valchiusella, che si appresta a celebrare un matrimonio tra due donne. «La legge c'è e bisogna rispettarla - dicono molti primi cittadini del Canavese - le questioni personali, di fronte a una normativa dello Stato, devono poter passare in secondo piano». A Favria il sindaco la pensa diversamente.








