
FAVRIA - Mi trovo mio malgrado a scrivere con l'animo colmo di mestizia sulla dipartita da questa terra di mio suocero Domenico Tarizzo, classe 1924. Sono da più di 35 anni che lo conosco, da quando ho sposato sua figlia e posso dire che era la bontà e onestà in persona unita ad una profonda e sincera devozione per la Madonna. Una persona esemplare che con le misere risorse derivanti dal lavoro dipendente ha sempre cercato di aiutare tutti.
E’ stato anche Assessore all’Assistenza per il Comune di Favria portando per primo i pensionati favriesi al mare: stiamo parlando all’inizio degli anni ottanta. In Comune ha istituito il servizio scuolabus per la zona agricola e si è adoperato con la Giunta di allora per la costruzione della Casa di Riposo nel parco Bonaudo. Ha sempre cercato di fare del bene con semplicità, prendendo le cose come venivano senza prendersela se non andavano nel verso giusto ma riponendo grande fiducia nella Divina Provvidenza.
Personalmente gli sarò sempre grato per tutti i semplici ma onesti consigli che mi ha dato nel corso degli anni e anche per tutte le notizie minime di storia locale che lui con diligenza aveva anche raccolto attraverso una fornita emeroteca di pagine di giornali locali e poi dal diario quotidiano che scriveva dall’età di diciotto anni, dove giornalmente raccontava quello che faceva. Caro Domenico, la Tua bontà rimarrà sempre viva nelle persone che ti hanno conosciuto.
Concludo con le sue parole in piemontese nella parlata canavesana del Rivarolese-Favriese usando la grafia internazionale che è la più facile da scrivere e da leggere, eseguito da Domenico Caresio che ringrazio: «E su (sun) gnü vej, em su (sun) mai fèt ësgnur, ma ‘d na cosa mac e su (sun) cuntent: e j’hu travajà tant, e j’hu giütà tüte cuj che j’hu pudü e j’hu sempre vujü ben a tüit. Nusgnur a m’é sempre stèt vizin e a m’ha jütà a far tüt. Grassie Nusgnur! Grassie Madunina! Ménico».
«Sono venuto vecchio, non mi sono mai arricchito, ma di una cosa soltanto sono contento: ho lavorato tanto, ho aiutato tutti quelli che ho potuto e ho sempre voluto bene a tutti. Il Signore mi è sempre stato vicino e mi ha aiutato a fare ogni cosa. Grazie Signore! Grazie Madonnina! Domenico». (Giorgio Cortese)








