
Il giudice del tribunale di Ivrea ha ordinato una perizia «fisiognomica antropometrica» per stabilire se Mario Luciani, 50 anni di Rivarolo Canavese, ha davvero tentato di rapinare la Banca Sella di Favria il 15 aprile dell'anno scorso. L'uomo è stato arrestato dalla polizia ma il filmato che lo incastrerebbe alle sue responsabilità, visionato l'altra mattina in tribunale, non ha chiarito i dubbi.
Nel filmato, registrato dalle telecamere a circuito chiuso della banca di Favria, si vede un uomo con un cappellino calato sul capo e la barba posticcia che entra nella filiale. Si dirige verso le casse poi afferra una dipendente per un braccio, la trascina sul retro, le punta qualcosa alla gola e le chiede di aprire una porta laterale, quella allarmata e dotata di maniglioni antipanico. Un attimo di esitazione e, forse, intuendo di aver sbagliato il colpo, l'uomo lascia l'impiegata e se ne va. «Non ha mai fatto una richiesta di denaro» ha raccontato la dipendente della Banca Sella alla polizia. La stessa impiegata, come altre sue colleghe, in aula non ha saputo riconoscere con certezza Mario Luciani.
Un mese dopo il tentato colpo, la polizia di Torino bussa alla porta del soggetto grazie a una segnalazione anonima. Gli investigatori rintracciano alcuni testimoni di quella tentata rapina che riconoscono, nelle foto segnaletiche, il volto del rivarolese. Scatta l'arresto. Anche perchè nella sua casa di Rivarolo Canavese, i poliziotti trovano un'arma giocattolo e, in garage, un'auto rubata. Servirà però una perizia tecnica per capire se l'autore della tentata rapina era davvero il cinquantenne.








