
Il conto, salato, dell'ondata di antipolitica che da mesi serpeggia nel Paese lo pagano le elezioni comunali. In Canavese, in linea con la Provincia di Torino, si registra una generale flessione dell'affluenza alle consultazioni per il rinnovo dei consigli comunali, storicamente percepiti come le istituzioni più vicine ai cittadini.
La situazione più tragica si registra a Rivarolo, dove hanno votato solo il 69,62% degli aventi diritto, contro il 79,84% registrato nella tornata dell'aprile del 2008, che aveva consegnato il Comune a Fabrizio Bertot. Un crollo di oltre 10 punti percentuali che evidenzia un generico disamore per il destino di Palazzo Lomellini. Un trend che potrebbe essere stato influenzato dalla scelta di votare solo domenica, anche se è difficile pensare che il commissariamento non abbia influito sulle scelte degli elettori.
La stessa situazione si è presentata anche a Salassa dove il numero dei votanti è sceso dal 81,89% del giugno 2009 al 69,24%, con uno scarto di quasi 12 punti. Percentuali in calo anche a Forno, dove si passa dal 69,25% del 2009 al 68,07%, a San Giusto, passata in cinque anni dal 78,34% al 70,66%, ed a San Giorgio, passata dal 79,25% del giugno 2009 al 72,36%.
Flessione anche a Locana, dove si passa dal 88,21% al 83,59%, a Sparone, scesa dal 84,67% al 79,88%, ed a Pavone dove si è passati dall'81,72% al 72,80%. Male anche Candia, passata dal 79,74% al 70,87%, Borgofranco, scesa dal 78,76% al 72,94%, Vidracco, calata dal 84,58% al 77,38%, Traversella, dal 70,84% al 64,10%, Strambino, dal 75,86% al 71,18%.
Una febbre che dilaga anche nei comuni minori, San Ponso, Agliè e Oglianico. In positivo solo i dati relativi a Ceresole, dove i votanti sono passati dal 91,72% al 92,30%, San Colombano Belmonte, passato dal 80,82% al 83,57%, e Alpette dove gli elettori delle comunali sono passati dall'87,69% all'89,57%. Un dato su cui riflettere in attesa di conoscere la volontà degli elettori, ormai sempre più rari.








