
Domenica 29 marzo, ultima domenica del mese, alle 2 in punto, le lancette dell’orologio dovranno avanzare di un’ora per il ritorno dell'ora legale. I dispositivi digitali come telefoni cellulari, smartphone, computer o tablet, cambieranno l’ora in automatico. Per gli orologi non digitali, invece, ognuno di noi dovrà procedere manualmente. Obiettivo dell’ora legale è il risparmio energetico per il minore consumo di illuminazione elettrica. Solo per lo scorso anno, Terna aveva stimato che nei sette mesi di adozione dell'ora legale, si è ottenuto un risparmio complessivo dei consumi di energia elettrica pari a 556,7 milioni di kilowattora. Una quantità di energia corrispondente al fabbisogno annuo medio di circa 200 mila famiglie.
Già nel 1784, Benjamin Franklin, l'inventore del parafulmine, pubblicò un'idea sul quotidiano francese Journal de Paris. Le riflessioni di Franklin si basavano sul principio di risparmiare energia. Oltre un secolo dopo, nel 1907, l'idea venne ripresa dal costruttore inglese William Willett, e trovò terreno fertile nel quadro delle esigenze economiche provocate dalla Prima guerra mondiale: nel 1916 la Camera dei Comuni di Londra diede il via libera al British Summer Time, che implicava lo spostamento delle lancette un'ora in avanti durante l'estate. Molti paesi imitarono la Gran Bretagna in quanto in tempo di guerra il risparmio energetico era una priorità.
Dal 1996 tutti i paesi dell'Unione europea adottano lo stesso calendario per l'ora legale. In Italia è nata come misura di guerra nel 1916. Tra il 1940 e il 1948 fu abolita e ripristinata più volte a causa della seconda guerra mondiale.








