
C'è già una data ed è quella del 2 maggio. Partirà da quel summit, in Regione, la trattativa tra i sindaci dell'alto Canavese (soci del consorzio Asa) e il commissario Stefano Ambrosini che del defunto consorzio pubblico è dal 2010 il commissario straordinario. Il fallimento dell'Asa ha prodotto una voragine di decine di milioni di euro. I soci, adesso, secondo quanto emerso dal lodo arbitrale, devono ripianare le perdite. C'è però la possibilità di trattare. Il conto complessivo supera i 60 milioni di euro. Il lodo ne ha individuati 37,5, a carico dei Comuni, da pagare subito. Le amministrazioni del territorio, in realtà, avrebbero individuato una quota di responsabilità non superiore a 6 milioni. Dodici, invece, quelli emersi in Regione la scorsa settimana.
Insomma, di cifre e trattative si parlerà dal 2 maggio. Coordinerà il tavolo la Regione Piemonte, per voce del vicepresidente Aldo Reschigna che si è fatto carico di portare tutti gli amministratori locali alla via della diplomazia.
La «squadra» dell'alto Canavese sarà composta da 12 persone, rappresentanti di tutto il territorio. Ci saranno i tre commissari delle comunità montane in liquidazione (Alto Canavese, Valli Orco e Soana e Valchiusella-Dora Baltea-Valle Sacra). I sindaci Rostagno, Pezzetto e Mascheroni per Rivarolo Canavese, Cuorgnè e Castellamonte (i tre Comuni più grandi). E poi i grandi "nemici" di Ambrosini: Serafino Ferrino sindaco di Favria e Giambattistino Chiono sindaco di Busano.
Al tavolo anche il sindaco di San Ponso, Ornella Moretto, e il primo cittadino di Carema, Giovanni Aldighieri (quest'ultimo porterà le istanze dei Comuni, compreso Rocca Canavese, finiti nei guai per essere soci della Comunità montana anche se, di fatto, non sono mai stati compresi nel consorzio Asa e non hanno mai beneficiato dei servizi dell'azienda). Chiudono la squadra il sindaco di San Colombano Belmonte, Walter Giovanni Arcesto, e il primo cittadino di Locana, Giovanni Bruno Mattiet. La «rosa» è stata scelta ieri sera a Rivarolo Canavese.








