
C'erano quasi cento persone, oggi pomeriggio, a manifestare davanti all'ospedale di Cuorgnè contro i tagli alla sanità. Tagli che hanno provocato, nel nosocomio di riferimento dell'alto Canavese, la chiusura del punto nascite e del reparto di ostetricia e ginecologia. Alla manifestazione, organizzata via Facebook, questa volta hanno partecipato anche otto sindaci. Presenti i primi cittadini di Cuorgnè, Pont Canavese, Borgiallo, Pertusio, Prascorsano, Alpette, Canischio e Busano.
I promotori della manifestazione si sono detti stanchi di subire in silenzio i continui tagli alla sanità che, ovviamente, finiscono per penalizzare costantemente l'alto Canavese. La manifestazione, del resto, è nata proprio per chiedere il massimo impegno alla politica locale per evitare ulteriori depotenziamenti del nosocomio cuorgnatese. Al sindaco Beppe Pezzetto è stato anche chiesto dove sono finite le 14 mila firme che sono state raccolte, nello scorso biennio, proprio nel tentativo di salvare il punto nascite dell'ospedale. Firme che, a quanto pare, non hanno fatto cambiare idea alla Regione Piemonte.
L'Asl To4, assente, ha fatto sapere, tramite una e-mail del direttore generale Flavio Boraso che sono previsti due milioni di euro d'investimenti per rinnovare l'ospedale di Cuorgnè e, soprattutto, il pronto soccorso.
Non sono mancati gli attimi di tensione. Nel corso della manifestazione, infatti, un uomo ha invitato i sindaci a vergognarsi per quello che non hanno fatto in questi anni. Parole che hanno provocato la reazione indignata del sindaco di Pertusio. Prima dell'inizio della manifestazione, invece, un medico di turno ha bollato come «infami» i giornalisti, riprendendo con tono minaccioso un collega che stava solo cercando di scattare una fotografia.















