
di Edoardo Abrate
CUORGNE’ - Nonnino ripulisce tutti i giorni i controviali e le vie della sua amata cittadina. La carta di identità recita 83 anni suonati, ma alla voce «segni particolari» andrebbe riportato: uno spirito giovane e un senso civico così spiccato da far impallidire anche il celebre «Non chiederti cosa il tuo paese può fare per te, chiediti cosa puoi fare tu per il tuo paese» di Kennediana memoria. Si chiama Domenico Vicario, è originario di Vestenanova, comune italiano di 2 542 abitanti della provincia di Verona in Veneto, ma vive in Canavese da ormai 61 anni. Ha abitato a Pratiglione, in località Tempia, a Rivara e fino al 2017 a Rivarolo Canavese, da dove poi si è trasferito a Cuorgnè.
Lo si può incontrare, ogni mattina, d’estate come d’inverno, con indosso il giubbino catarifrangente d’ordinanza, i guanti, una scopa e diversi sacchetti dell’immondizia. E’ regolarmente iscritto nel registro dei volontari del Comune a cui dà quotidianamente una mano. Percorre in lungo e in largo la città e si prende cura di oltre 30 vie, eliminando le erbacce infestanti, raccogliendo foglie, cartacce e rifiuti lasciati a terra. È un esempio per tutti i suoi concittadini.
«Ho lavorato per una vita in alcune aziende locali nel settore dello stampaggio – spiega Domenico Vicario – Ero un operaio di quinto livello. Era dura. Ma ho sempre lavorato. Ho iniziato da giovanissimo a 12 anni. Allora, non c’era ancora la scuola dell’obbligo e non tutti si potevano permettere di studiare. Alcuni anni fa, dopo essere andato in pensione, ho iniziato a prendermi cura delle strade del mio paese. Sono regolarmente iscritto nel registro del Comune. Ho anche portato il certificato medico. Per fortuna, Dio mi aiuta con la salute e lo faccio volentieri. E’ brutto vedere tutte le strade e i marciapiedi sporchi e in degrado. Ho pulito finora 33 vie. Ho tutto l’elenco a casa».
«In questi giorni mi sto occupando di via Brigate Partigiane. La cosa più complicata è estirpare la “gramigna” – spiega Domenico Vicario – Qualcuno mi ha detto che faccio un lavoro inutile, perché tanto l’erbaccia ricresce e la gente ributta tutto a terra. Mi è spiaciuto davvero sentire quelle parole. Non è come dicono. Basta guardare le vie dopo che sono passato. Sono più ordinate, pulite e dopo basta solo un po’ di impegno nel ripassare per raccogliere qualche mascherina o carta gettata a terra. Come tutti i lavori, bisogna farli bene, con criterio. Io non voglio criticare chi dovrebbe occuparsene o dire che lo stipendio va guadagnato. Io ci metto passione, impegno e voglia di fare. Senza non si fa mai niente. Questo sì, mi sento di dirlo».
Il gentile e dinamico pensionato si è guadagnato di recente i complimenti del consigliere comunale, Davide Pieruccini: «Dopo parecchi mesi finalmente sono riuscito a far due parole con questo volontario di 83 anni che sta migliorando, con impegno e dedizione, la nostra Cuorgnè. L’ho incrociato altre volte, in più vie cuorgnatesi nelle prime ore della mattina. Ho voluto congratularmi di persona. Dalle prime parole mi sono accorto subito di aver a che fare con un uomo buono e sensibile all’ordine e pulizia. Spiace aver ascoltato che purtroppo nessuno provvede al materiale utilizzato per la pulizia e quindi scopa, sacchi per la spazzatura, zappa e quant’altro utile se li porta direttamente da casa. Nessuno gli ha mai riconosciuto nulla, anche solo con un piccolo presente, per compensare il grandissimo lavoro svolto soprattutto sotto il sole di una estate davvero torrida. Ogni tanto, forse, un pasto offerto non guasterebbe. Anzi, se gli farà piacere, lo inviterò prossimamente a pranzo volentieri in segno di gratitudine». «Mi fa piacere. Anche la sindaca, Giovanna Cresto, e il vice, Vanni Crisapulli, mi conoscono e mi hanno già ringraziato per quanto faccio – conclude Vicario – So che in tutti i Comuni c’è la crisi e mancano soldi. Certo, se ci fosse un aiuto, ogni tanto, con le spese vive non sarebbe male. Non chiedo di più. Però è vero: ci sono i costi dei sacchetti dell’immondizia, delle scope di saggina, delle tronchesine. In effetti c’è un costo anche per l’uso della mia auto su cui carico i sacchi con la spazzatura raccolta e le erbacce estirpate per portarli al deposito in zona Ponte Vecchio. Il lavoro però non importa, lo faccio davvero volentieri».








