
CUORGNE' - Non tutti i sindaci si sentono rappresentati dalla lettera che è stata inviata nei giorni scorsi all'assessore alla sanità della Regione Piemonte, Luigi Icardi, e al direttore generale dell'Asl To4, Stefano Scarpetta, per la riapertura immediata del pronto soccorso dell'ospedale di Cuorgnè, chiuso da novembre 2020 e trasformato in reparto Covid.
«Ho voluto interpellare alcuni sindaci del territorio - dice Andrea Cane, consigliere regionale e vicepresidente della commissione sanità - io stesso sono anche consigliere comunale e rappresento quindi anche Ingria il Comune in cui risiedo. La situazione non mi pare proprio quella descritta dalla lettera inviata all’Asl. Trovo assolutamente scorretto scrivere delle missive e dei comunicati stampa facendo parlare degli interi territori per scopi personali o politici e in questo senso ribadisco la mia piena disponibilità ad interagire coi cittadini e con gli amministratori locali per trovare tutti insieme una soluzione. D’altra parte nelle ultime settimane il nuovo Direttore Generale so di per certo che abbia incontrato più volte diversi Sindaci della zona, tra cui anche Rostagno: da parte mia ribadisco la mia massima disponibilità a collaborare con tutte le istituzioni. Quando si parla di salute delle persone, i vari personalismi penso sia meglio lasciarli temporaneamente in un cassetto, di qualsiasi formazione politica si faccia parte».
«In merito alla lettera inviata dal sindaco di Rivarolo Canavese all'assessore Icardi per la riapertura del pronto soccorso di Cuorgnè – spiegano il vicesindaco di Ceresole Mauro Durbano e il sindaco Alex Gioannini - non abbiamo mai condiviso alcun documento in merito né dato mandato ad alcuno di rappresentare la nostra idea. Infatti, ben comprendiamo le difficoltà nella riapertura, legate alla mancanza di personale e chiaramente espresse dal direttore Scarpetta».
Posizione molto neutra anche da parte del vicesindaco di Locana, Mauro Guglielmetti, e del sindaco di Favria Vittorio Bellone. «Anche noi non siamo stati interpellati e coinvolti nell’iniziativa – commentano oggi durante la cerimonia del drapò che ha riunito i sindaci a Venaria - capiamo che le risorse non si possono moltiplicare, il nostro territorio sta offrendo una capillarità tale di punti vaccinali che certamente toglie personale alla sanità. Il pronto soccorso di Cuorgnè è strategico ma se deve riaprire lo deve fare in sicurezza e ad oggi le risorse non sono garantite. Siamo certi che, sia l’Asl che l’assessore Icardi, abbiano ben chiaro il problema e ci sia tutto l’impegno per riaprire la struttura in sicurezza e con turni adeguati per i lavoratori della sanità».








