
Sono 14 le condanne inflitte dal giudice Stefania Cugge del tribunale di Ivrea nell'ambito dell'inchiesta sulle patenti facili in Canavese. Quattordici condanne tra patteggiamenti e riti abbreviati, ai quali si sommano quattro rinvii a giudizio e due posizioni prosciolte per non luogo a procedere. Accolte tutte le richieste del procuratore capo di Ivrea, Giuseppe Ferrando, che aveva chiesto per il principale imputato, Valter Brunero Manera, 57 anni di Cuorgnè, una condanna a 2 anni e 6 mesi di reclusione. Tutte le altre condanne vanno da 8 mesi ad 1 anno e 2 mesi.
Secondo la procura era stato ideato un sistema per aggirare i controlli dopo i ritiri delle patenti da parte delle forze dell'ordine per alcol o droga. I test del sangue ai quali gli automobilisti si sarebbero dovuti sottoporre per la verifica delle condizioni fisiche, venivano elusi con sistematici scambi di persona: al posto del guidatore, in laboratorio si presentava un’altra persona.
Così le analisi consegnate alle commissioni di medicina legale a Strambino, non presentavano tracce di stupefacenti o alcol. Il documento di guida veniva restituito subito dopo e Brunero Manera, secondo l’accusa, incassava cifre tra i 300 e i 1000 euro per ogni patente riconsegnata al proprietario. Fu un'infermiera a insospettirsi e a segnalare il caso alla polizia.








