CUORGNE' - Minaccia i ragazzi disabili con una pistola perchè fanno rumore: «Segnale sconcertante»

CUORGNE' - Armato di una pistola minaccia i ragazzi disabili perché, a suo dire, facevano troppo rumore. Il Coordinamento Nazionale Docenti della Disciplina Diritti Umani lancia l'allarme per il brutto episodio andato in scena nei giorni scorsi a Cuorgnè e del quale vi avevamo parlato in anteprima. L'uomo, un pensionato della zona, è stato denunciato dai carabinieri di Cuorgnè per minacce. La pistola, a salve, è stata sequestrata.

«Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani, alla luce dell’episodio avvenuto a Cuorgnè, esprime sconcerto e ferma condanna per un gesto che non può essere ridotto a una devianza individuale, ma va letto come segnale di una crescente fragilità culturale e civile. In una società in cui la presenza della disabilità dovrebbe richiamare inclusione, tutela, empatia, ci troviamo invece a dover denunciare l’uso dell’intimidazione armata come strumento di relazione, per di più verso chi rappresenta una delle categorie più vulnerabili della nostra comunità».

Per il coordinamento «l'atto non è solo penalmente rilevante, ed è giusto che la giustizia faccia il suo corso, ma è simbolicamente devastante: ci interroga su quanto ancora debba essere fatto per costruire un tessuto sociale capace di riconoscere nell’alterità non un bersaglio, ma una ricchezza. Se la diversità suscita fastidio, e non rispetto; se la fragilità viene vissuta come disturbo, e non come responsabilità condivisa, allora è l’intera architettura educativa e valoriale del nostro Paese ad essere chiamata in causa. Ribadiamo con forza che la tutela della dignità umana, l’educazione alla non violenza, al rispetto e alla cittadinanza attiva non possono restare principi astratti o confinati nei documenti normativi. Devono tradursi in prassi quotidiane, in percorsi scolastici strutturati, in politiche pubbliche coerenti, in un’azione educativa diffusa».

«Esprimiamo piena solidarietà ai giovani coinvolti e alle loro famiglie, e invitiamo il mondo scolastico, le istituzioni locali e la società civile ad aprire una riflessione non episodica su quanto accaduto. Il disprezzo che si arma contro la disabilità è l’ultimo stadio di un processo che nasce dal linguaggio ostile, dall’indifferenza e dalla solitudine culturale. Combatterlo è oggi una priorità democratica», aggiungono dal Coordinamento Nazionale Docenti della Disciplina Diritti Umani.