
CUORGNE’ - Dottori e infermieri canavesani digiunano per Gaza. Fai attenzione alle piccole cose, diceva il cantante dei Doors, Jim Morrison, perché un giorno ti volterai e capirai che erano grandi. Una frase perfetta per descrivere la piccola grande iniziativa solidale che è partita dalla Toscana per poi svilupparsi in tutte le altre regioni, coinvolgendo, da poco, anche operatori e operatrici sanitarie degli ospedali del nostro territorio.
In mano hanno un cartello bianco con scritto «Digiuno contro il genocidio a Gaza» e negli occhi la determinazione di chi ha deciso di non poter più restare in silenzio di fronte alla tragedia di Gaza, dove, dopo 21 mesi di guerra, sono oltre 60.000 vittime, tra cui moltissimi bambini e (dati Oms) più di 1400 operatori sanitari. Ora nella striscia la popolazione muore di fame. «Come operatori e operatrici del servizio sanitario ci siamo sentiti in dovere di fare qualcosa e chiedere con forza che si interrompa la tragedia in corso a Gaza. Digiunare è un modo di protestare per richiamare l’attenzione della comunità, dei media e delle istituzioni, ma anche una forma di condivisione – spiegano Moreno Festuccia, medico di medicina generale, e Stefania Cecere, infermiera, che coordinano l’iniziativa per Piemonte e Valle d'Aosta - Invitiamo tutte le persone ad unirsi al digiuno ed alla protesta pacifica. Intorno all’ora del pranzo chi aderisce è invitato a testimoniare la partecipazione a questa iniziativa fuori dalla propria sede di lavoro (od ovunque si trovi). Chi fa il digiuno si fotograferà con il cartello “Digiuno contro il genocidio a Gaza” e posterà la foto sui propri social con l’hashtag #digiunogaza».
In pochi giorni, solo a Cuorgnè, sono state decine i «sì» al digiuno a staffetta. Questo movimento spontaneo avrà poi il suo momento clou il prossimo 28 agosto, quando si terrà una giornata nazionale di digiuno contro il genocidio a Gaza. Sono tre le richieste che vengono fatte da chi ha promosso questa campagna solidale: «In primis di chiede al Governo di sospendere immediatamente accordi militari e fornitura di armi ad Israele e di chiedere con urgenza il cessate il fuoco e l’apertura di corridoi umanitari per aiuti alimentari e sanitari alla popolazione di Gaza allo stremo delle forze. Poi si chiede alle aziende e istituzioni sanitarie, agli ordini professionali, alle società scientifiche, alle università e ai centri di ricerca di adottare formalmente una dichiarazione ove si riconosca il genocidio in corso e si affermi l’impegno della Istituzione a contrastarlo con ogni mezzo a disposizione, come la Petizione internazionale “Stop the Silence: Call on academic and professional associations to publicly recognise the genocide in Gaza”. Infine, si sollecitano i medici, farmacisti, pazienti, Regioni e Comuni ad aderire alla campagna di boicottaggio No Teva promossa da BDS contro l’azienda farmaceutica israeliana Teva per la risoluzione di contratti in essere, o il declinare accordi futuri con una azienda non solo complice di occupazione e apartheid, da cui trae profitti, ma anche attivamente coinvolta nel genocidio».












