
Ottimi risultati per il May Day che è andato in scena la scorsa settimana a Cuorgnè. Soddisfazione condivisa dai ragazzi del Dynamic District 10082. C’erano riusciti l’anno scorso con i John Holland Experience, il Duo Bucolico, i Flaminio Maphia e Piotta, quest’anno hanno rilanciato con i The Black City, i Twee e i Pinguini Tattici Nucleari. Merito della macchina organizzativa dei ragazzi dell’associazione, che si erano improvvisati organizzatori di eventi ormai 6 anni fa, e ora sono diventati dei professionisti da tenere d’occhio più che mai con i prossimi eventi ancora da annunciare.
Una delle scommesse di quest’anno era attirare le persone del torinese e oltre nelle poco conosciute lande canavesane, e sembra un’altra scommessa vinta: non solo per le loro dichiarazioni e i racconti di chi al May Day ha partecipato, ma per i ragazzi che, fin dalle 18, aspettavano in Villa Filanda il live con la maglietta del loro gruppo preferito, o la molta gente che si riversava al merchandising post concerto, punto d’incontro tra band e pubblico. Scene da Festival, a cui Cuorgnè non è abituata, come i numeri di questo May Day 2018: centinaia le persone del pubblico che si sono succedute nell’arco della giornata (1700 ingressi totali), quaranta volontari al lavoro incessantemente, quasi una settimana di lavori in loco preceduti da un intero anno di organizzazione.
«É stato un anno non facile, con la nuova direttiva sulla sicurezza che ha richiesto un’organizzazione logistica perfetta e spese non previste - ci dice il presidente del DD10082, Francesco Marchi - ma il lavoro costante ci ha premiati». «La necessità di crescere sempre nella proposta musicale è una nostra prerogativa e quest’anno il lavoro è stato impegnativo», dice il direttore creativo del DD10082, Maria Burro «ma siamo soddisfatti e continuiamo ad avere feedback estremamente positivi dai partecipanti all’edizione di quest’anno. Abbiamo un pubblico che ci segue, che aspetta news riguardo ai nostri progetti e riguardo alle line up dei prossimi anni, e la cosa non può che riempirci d’orgoglio. Naturalmente un grazie va ai numerosissimi volontari che lavorano per realizzare l’evento, ma anche agli sponsor che sono sempre presenti, al Comune di Cuorgnè, a Mastropietro, fino ad arrivare alla gente che partecipa al Festival, senza la quale non si farebbe niente di niente».










