
Manifestazione, questa mattina, contro la chiusura del punto nascite di Cuorgnè che da lunedì prossimo tornerà a Ivrea. Una trentina di persone armate di striscioni (con bimbi nati a Cuorgnè al seguito) hanno manifestato davanti all'ingresso del nosocomio poi, una volta dentro, hanno chiesto di poter parlare con il direttore sanitario Boraso.
L'azienda sanitaria ha fatto sapere che, in caso di un'ulteriore manifestazione, sarà felice di poter ascoltare la posizione delle mamme e di tutti coloro che si battono per mantenere il reparto di ostetricia e ginecologia a Cuorgnè. Un po' poco per la verità. L'Asl sa benissimo che la decisione di chiudere il punto nascite di Cuorgnè è ormai un fatto consolidato, così come ne è al corrente la politica locale. La Regione lo ha deciso con la giunta del centrodestra guidata da Roberto Cota (Lega Nord) e lo ha confermato anche con il centrosinistra di Sergio Chiamparino (Pd).
Alla manifestazione, infatti, fatta eccezione per Cesare Pianasso della Lega Nord e Danilo Armanni (consigliere di minoranza di Cuorgnè) non c'era nessun politico. Assente l'amministrazione cuorgnatese e anche gli altri sindaci del territorio. Segno che ormai tutti considerano quella del punto nascite (purtroppo) una battaglia persa. "Non ero a conoscenza della manifestazione - dice il sindaco Pezzetto - e non siamo stati invitati".















