Il procuratore capo d'Ivrea, Giuseppe Ferrando, ha chiesto la condanna per i sedici imputati del processo sul "caro estinto" negli ospedali di Ivrea e Cuorgnè. Processo scaturito da un'inchiesta della guardia di finanza su presunti favori ad alcune agenzie di pompe funebri nelle camere mortuarie degli ospedali del Canavese. Tra le richieste più pesanti quella per l'operatore socio-sanitario dei due ospedali, Mauro Colmuto: il procuratore ha chiesto per lui una condanna a cinque anni di reclusione. Tra le altre richieste figurano quelle a carico di numerosi impresari di pompe funebri della zona. Durante la requisitoria di questa mattina, Colmuto avrebbe anche insultato il procuratore: gli atti sono stati girati alla procura competente. L'uomo rischia una denuncia per oltraggio ad un magistrato in udienza.
Le altre richieste della procura: 2 anni e 3 mesi per Gianni Biolatti, 1 anno e 9 mesi per Daniela Capelli, 2 anni a Gianni De Filippi, tre anni per Giuseppe Pavese, 1 anno e 6 mesi per Mauro Ceregati e per Marco Regis, 1 anno e 3 mesi per Paola Allera, Giovanni Battista Allera, Piero Florian, Stefano Spinucci, Giuseppe Sanapo e Claudio Brunetto, nove mesi per Roberto Giglio Tos e Lauretta Schiumsky e, infine, tre mesi per Aldisia Trione. Complessivamente sono stati chiesti oltre 26 anni di carcere.








