
Si intitola «Due pittori a teatro, Carlin Bergoglio e Piergiuseppe Valsecchi» la mostra che venerdì ha segnato la prima (parziale) riapertura del teatro storico comunale di Cuorgnè intitolato a Pinelli. L’iniziativa, promossa dal Lions Club Alto Canavese e dall’amministrazione comunale, è stata anche l’occasione per presentare alla cittadinanza i lavori del primo lotto del progetto di restauro del teatro. La mostra è dedicata a due artisti cuorgnatesi tra i più noti. Ora il Comune è a caccia di risorse per proseguire nell’ambizioso progetto di riconsegnare la storica struttura alla cittadinanza: l'anno prossimo dovrebbero chiudersi i lavori di restauro.
Se è vero che le prime testimonianze di attività teatrale a Cuorgnè risalgono al 1752, nei saloni della parrocchia, la città ha dovuto attendere quasi un secolo per il teatro vero e proprio. E’ il 1864 quando il consiglio comunale decide di convertire la chiesa del convento per realizzare un «teatro all’italiana», incastrato nella navata centrale. Del progetto se ne occupa Pier Giuseppe Zerboglio, che riesce a realizzare una struttura «con platea a ferro di cavallo, due ordini di gallerie e quattro palchi di proscenio». Il 30 novembre 1866, l’Accademia Filarmonica di Cuorgnè, inaugura il teatro accompagnando Francesco Mottino che recita Shakespeare. Quel teatro è più o meno lo stesso che è sopravvissuto fino ai giorni nostri. Le uniche modifiche, sempre curate da Pier Giuseppe Zerboglio, risalgono al 1886, anno in cui il Comune, ultimati i lavori, si assume la gestione diretta della struttura.
Nel 1919 il teatro viene «esternalizzato»: Giuseppe Berta e Alberto Fuiani portano a Cuorgnè le prime proiezioni cinematografiche. La gestione passa poi a Fernando Perona, della storica famiglia che ancora oggi, in città, gestisce il «Margherita» e che proprio l’anno scorso ha festeggiato cento anni di cinema a Cuorgnè. Proprio l’avvento della «settima arte» condanna il piccolo teatro di piazza Boetto ad un inevitabile oblio. Servono più posti a sedere, migliori dotazioni tecnologiche e di sicurezza. La famiglia Perona investe nell’omonima sala di via Torino che apre nel 1949. Per vent’anni il teatro resta attivo ma il passaggio di proprietà è dietro l’angolo. Tra il 1971 e il 1976 la struttura passa alla Pro loco che torna a promuovere la funzione teatrale originaria e realizza un primo intervento di restauro. La tragedia del Cinema Statuto di Torino, nel 1983, però, chiude anzitempo l’attività del comunale di Cuorgnè.












