
CUORGNE' - Torna a far parlare di sé il Bocciodromo di via Braggio a Cuorgnè. Con una variazione al bilancio di previsione 2021-2023 l’esecutivo guidato dal sindaco, Giuseppe Pezzetto, ha compiuto il primo e decisivo passo per la riconversione della struttura a palestra scolastica. Calcolatrice alla mano, si tratta di un’operazione da 110mila euro di spesa.
Il restyling annunciato è l’ultimo (per ora) capitolo di una iniziata nel 1990. Progettato come un vero e proprio palasport e finanziato con i soldi (più di un miliardo di lire) del Coni in occasione Mondiali di Calcio di quell’anno, di «notti magiche» l’impianto ne ha viste ben poche. Dopo la posa della prima pietra, infatti, la gestione della struttura non è stata delle più felici. E’ la fredda cronaca di una vera e propria corsa ad ostacoli. L’impresa che ha vinto l'appalto fallisce e il progetto dell’opera viene messo in discussione. Dopo l’alluvione del 2000, il terreno viene riclassificato a «rischio inondazione (vicino scorre il torrente Gallenca). Non ci sono più gli estremi per dedicare la struttura a certe discipline e il sogno palazzetto si trasforma in incubo. Malgrado una frettolosa inaugurazione datata 2011, l'edificio diventa una sorta di cattedrale nel deserto tanto da attirare alle nostre latitudini, per ben due volte, la troupe televisiva dell’inviato Vittorio Brumotti di «Striscia la Notizia». Nel 2015, il Comune vira definitivamente sulle bocce, investendo, nel frattempo, altri 350 mila euro. Non basta. Pure la novità «petanque» non riesce a fare breccia nel cuore degli sportivi e non del paese e dell’alto Canavese. Nel giro di poco anche gli ultimi gestori alzano bandiera bianca e lasciano il bocciodromo, oggi “vittima” di erbacce, degrado e incuria.
L’ultima idea per invertire la rotta è quella di tornare al progetto originale, realizzando in tempi brevi una palestra multi-sport. Le risorse sembrano esserci. L’assessore allo sport, Davide Pieruccini, è al lavoro per restituire al più presto l'impianto alla cittadinanza e ai giovani studenti canavesani e cuorgnatesi: «E' in un certo senso un passaggio storico. Il trasferimento delle Medie ai Salesiani in attesa della nuova scuola ci hanno posto di fronte alla necessità di cercare nuovi spazi per le attività degli allievi. La soluzione bocciodromo è l’occasione giusta per risolvere questo problema riaprendolo e restituendolo agli studenti e alla comunità».








