CUORGNE' - Paese in lutto per Ignazio Ierardi, la sindaca: «Una persona di cuore, di quelle che ti sorprendono con gesti sinceri»

CUORGNE’ - Si svolgeranno mercoledì primo ottobre alle 14.45 nella chiesa parrocchiale di Cuorgnè i funerali di Ignazio Ierardi, commerciante cuorgnatese che da quasi 30 anni, insieme alla sua famiglia, gestiva il bar Umberto, situato nella centralissima piazza Martiri della Libertà.

La notizia della morte del conosciuto e stimato 76enne, strappato all’affetto dei suoi cari da un brutto male che non gli ha lasciato scampo, ha destato sincero e profondo cordoglio a Cuorgnè. In tanti, anche attraverso i social, lo hanno ricordato con messaggi carichi di affetto e vicinanza alla moglie Vanda e ai figli William e Heidi in queste ore di lutto. Anche la sindaca, Giovanna Cresto, si è stretta alla famiglia di Ignazio Ierardi in questo momenti di dolore: «Caro Ignazio, questa volta l'hai combinata veramente grossa. Nemmeno il tempo di darti un ultimo saluto. Te se nei andato così, mentre tutti a Cuorgnè speravano che il responso dei medici non fosse così duro come sembrava. Non so dire quante volte sono venuta al Bar Umberto negli ultimi anni. O quante volte ci siamo incontrati per strada o in piazza, mentre salivi o scendevi dal tuo Pandino. Eri un brontolone, avevi sempre qualcosa da dire. E io ti stavo volentieri ad ascoltare. Quante volte abbiamo parlato della nostra Cuorgnè. Mi raccontavi dei malumori della gente, mi dicevi quali lavori erano piaciuti e quali no. E io ascoltavo, controbattevo e spesso facevo tesoro dei tuoi consigli. Mi sono affezionata a te e alla tua famiglia, che negli ultimi tempi è stata ben poco fortunata».

«Eri una persona di cuore, di quelli che ti sorprendono con piccoli gesti sinceri. Come un mese fa, quando la Vuelta è passata da Cuorgnè – ha scritto su Facebook la prima cittadina cuorgnatese - L'Umberto era chiuso per ferie ma la settimana prima Heidi mi aveva promesso che tu saresti comunque venuto a mettere degli addobbi. Non vedendoti arrivare, noi amministratori, insieme ai volontari, abbiamo iniziato a mettere dei drappi rossi sul vostro dehor, certi che non vi sarebbe dispiaciuto. Quando sei arrivato, verso mezzogiorno, ci hai ringraziato e aiutato a mettere le ultime bandiere. Poi, senza che ti chiedessimo nulla, hai tirato fuori un tavolino, i bicchieri, del prosecco e dell'acqua fresca, invitandoci a fare una pausa. Questo eri: una brava persona e mancherai a tutti i cuorgnatesi».