
CUORGNE’ - I «No Green Pass» denunciano il Governo, accusandolo di aver imposto una sorta di «ricatto vaccinale». Pomeriggio movimentato, quello andato in scena oggi, mercoledì 4 febbraio 2022, a Cuorgnè dove intorno alle 14 diverse decine di persone si sono date appuntamento davanti alla caserma dei carabinieri di via Giacomo Matteotti. Tutti avevano in mano una denuncia contro il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, e gli altri ministri del suo esecutivo.
Secondo i sottoscrittori dell’atto di querela, che è stato predisposto da uno studio legale di Genova e che stanno facendo proprio in queste ore molti no vax, il premier e i suoi ministri andrebbero puniti perché i provvedimenti inerenti alla certificazione verde e all’obbligo vaccinale non sono conformi a quanto previsto dalla Costituzione Italiana e dalle normative Europee. Chi ha presentato denuncia sottolinea poi come i vaccini «risultino essere trattamenti ultra sperimentali i cui effetti nocivi sia a breve che a lungo termine sono ancora in fase di valutazione».
In particolare nella denuncia si cita l’articolo 610 del codice penale, che punisce: «chiunque, con violenza o minaccia, costringe altri a fare, tollerare od omettere qualche cosa è punito con la reclusione fino a quattro anni». Per questo motivo, i «no green pass» chiedono addirittura nei confronti di Draghi «l'emissione dei provvedimenti cautelari meglio visti e ritenuti per interrompere le conseguenze del reato in corso visto che il ricatto vaccinale è in piena attuazione, le persone sono purtroppo costrette per sostentarsi a vaccinarsi contro la propria volontà».
A dare voce al loro punto di vista (nel video) ci ha pensato il sindaco di Colleretto Castelnuovo, Aldo Querio Gianetto, che in qualità di rappresentante delle istituzioni ha raccolto diverse denuncie poi portate insieme alla propria in caserma a Cuorgnè. «Sono qui come portavoce di un malessere collettivo diventato insostenibile. Ho fatto un giuramento sulla Costituzione quando ero in aeronautica e ne ho fatti altri due come sindaco giunto al secondo mandato. Francamente, sto facendo il lavoro per il quale sono stato eletto: amministro il Comune e tutelo le persone anche e soprattutto le minoranza, proprio come prevede la Costituzione. E’ una situazione pesante, non la vivo bene a livello personale, ma non mi posso sottrarre».
«Più volte su questa situazione che stiamo vivendo da due anni a questa parte ho espresso i miei dubbi, avendo fatto studi di biologia all’Università – conclude Aldo Querio Gianetto – ci sono degli enormi paradossi nella gestione dell’emergenza. E’ ormai sono sotto gli occhi di tutti. Uno non può andare dal parrucchiere senza green pass perché potenzialmente contagioso ma può andare a donare il sangue».












