
CUORGNE’ - Una vita per l’ortopedia: il mondo della medicina ha detto addio a Giacomo Massè, pioniere della chirurgia protesica del ginocchio ed esperto nella chirurgia protesica dell’anca. Aveva 90 anni. E’ morto l'11 luglio scorso a Savigliano, città dove viveva dagli anni ‘60 e dove ha è stato primario del reparto di Ortopedia dal 1969 al 2000 e nel corso degli anni anche responsabile dell’Unità Operativa di Ortopedia e Traumatologia Generale della Clinica Cellini di Torino.
Era nato a Cuorgnè nel 1933. Era molto legato alla città e in particolare a Campore, frazione della quale era originaria la sua famiglia. «Inizialmente volevo fare Ingegneria: non avrei mai pensato di diventare medico, anche perché quelle rare volte che mi era capitato di entrare in un ospedale mi ero sempre sentito male alla vista del sangue – raccontava Giacomo Massè in un’intervista ad Humanitas - Al liceo classico ero uno dei più bravi in matematica e fisica: due materie che adoravo e studiavo senza nessuna difficoltà. Quando fu il momento di scegliere a quale facoltà universitaria iscrivermi, ero dubbioso. E mi lasciai convincere da un carissimo amico, costretto dai suoi genitori ad iscriversi a Medicina, a tentare insieme a lui questa strada, rendendo così felice mia madre, che da sempre coltivava il sogno di avere un figlio medico. Iniziai l’Università senza troppa convinzione, ma poi via via mi appassionai allo studio della Medicina, a differenza del mio amico che non si laureò».
Giacomo Massè si laurea in Medicina a Torino. Dopo gli studi è stato assistente INAIL alla Clinica Ortopedica di Torino dove ha conseguito anche la libera docenza. Si forma a Lione con il Professor Albert Trillat, esperto in chirurgia del ginocchio. In Svizzera, a Berna, invece impara le tecniche del professor Maurice Muller, ortopedico di fama mondiale e ideatore della protesi d’anca che porta il suo nome, poi perfeziona le sue conoscenze anche con il professor Robert Schneider. A Savigliano, nel 1970 impianta la prima protesi d’anca. E’ stato uno dei fondatori dell’associazione «Amici dell’ospedale» di Savigliano. Lo stimato 90enne lascia i figli Alessandro con Carla, Stefano e Laura con Mauro e gli adorati nipoti Anna, Isabella, Andrea, Giulio e Bianca.








