CUORGNE' - Dopo i furti nelle case rientra in Italia con il cognome della moglie: arrestato a Biella

CUORGNE' - Torna in carcere perchè deve scontare diciassette giorni per una serie di furti nelle case commessi a Cuorgnè cinque anni fa. Un 26enne albanese è stato fermato l'altro giorno dai carabinieri a Biella: aveva la patente regolare ma passaporto e carta d'identità erano falsi. Accusato di furti e ricettazione, il soggetto aveva scelto l'espulsione per non scontare la pena detentiva. Ma ha commesso l'errore di rientrare in Italia prima che l'eventuale condanna fosse del tutto espiata.

L'altro giorno stava facendo la spesa in un discount del biellese quando è stato fermato per un controllo. Ai militari dell'Arma non è sfuggita una discrepanza sui documenti (due date di nascita diverse). Così il ragazzo ha tentato maldestramente di giustificarsi e ha convinto i carabinieri ad un controllo più approfondito. Così è emerso che, dopo essere stato condannato per furto a due anni, aveva scelto l'espulsione per non scontare la pena, per poi rientrare in Italia con un altro nome.

Ha così scelto di farsi identificare con il cognome della moglie, possibilità che, a suo dire, sarebbe del tutto legale in Albania. Non in Italia, però. E infatti dopo il controllo il 26enne è stato arrestato. Ora sconterà il residuo pena in carcere. Una volta fuori il tribunale ha disposto per lui il divieto di dimora a Biella. Durante il controllo dei carabinieri gli sono stati sequestrati, oltre ai documenti, anche telefoni cellulari, cacciaviti e una cospicua somma di denaro in contanti.