Cinque mesi di condanna per omicidio colposo. Il tribunale di Ivrea si è espresso così, oggi, ai danni di Roberto Scala, 53 anni, medico del pronto soccorso dell'ospedale di Cuorgnè. Condannato per il decesso del cuoco originario di Pont Canavese, Paolo Monteu Saulat, 41 anni. Decesso avvenuto per infarto il primo settembre del 2011 in un'abitazione di Sant'Anna Boschi, frazione di Castellamonte, dove venne ritrovato il corpo.
La procura di Ivrea decise di fare luce sulla morte del 41enne che, nella settimana precedente il decesso, si era presentato due volte al pronto soccorso dell’ospedale di Cuorgnè, lamentando forti dolori al torace e al braccio sinistro. L’ultima visita il giorno prima della morte. Paolo Monteu Saulat era arrivato al pronto soccorso alle 12 ed era stato regolarmente dimesso, dopo una serie di esami, nove ore più tardi. Sono stati i famigliari, il giorno dopo, ad allertare i carabinieri, dato che nessuno era stato più in grado di contattare l’uomo.
La perizia redatta dal medico legale Roberto Testi ha confermato la tesi dell’accusa: i sintomi erano molto chiari e annunciavano un possibile infarto. Cosa che, purtroppo, si è effettivamente verificata nemmeno 24 ore dopo l'ultima visita al pronto soccorso di Cuorgnè. Per questo è finito sul banco degli imputati il medico che, in quell'occasione, si occupò del paziente. Lo stesso Testi lo ribadì in aula: «Se il medico avesse disposto, alla luce dei chiari sintomi di una patologia cardiaca, un immediato ricovero, con successivo intervento, le possibilità che aveva il paziente di sopravvivere erano del 100%».








