CUORGNE' - Coperte le scritte, trasferito tutto il personale: riaprirà il pronto soccorso? Il Nursind chiede un incontro urgente all'Asl To4

CUORGNE' - Sarà solo un provvedimento provvisorio e oltretutto dettato dalla necessità di non creare confusione (!) tra i pazienti. Ma intanto, nell'attesa di buone nuove non telecomandate dalle campagne elettorali, del pronto soccorso di Cuorgnè non vi è rimasta traccia. Questa mattina è stata coperta anche la scritta all'ingresso e i cartelli con le indicazioni. Peggio: l'accesso è stato del tutto transennato. Sia quello veicolare che quello pedonale. Come segnale non è male...

Ed è ancora peggio per quel che riguarda il personale. Il Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche, fa sapere che l'Asl To4 ha dirottato altrove infermieri e Oss che operavano nel pronto soccorso di Cuorgnè fino all'anno scorso e che poi sono stati temporaneamente trasferiti nei reparti Covid e vaccinazioni. Un altro segnale non certo positivo...

«Prendiamo atto dell’informativa aziendale che ci comunica la decisione di spostare "momentaneamente" il personale infermieristico e OSS operante presso il pronto soccorso di Cuorgnè in altri presidi aziendali - spiega Giuseppe Summa del Nursind - siamo intanto dispiaciuti che la comunicazione avvenga a decisione già presa senza l’importante confronto con il sindacato. Evidentemente la parola condivisione è confusa con la parola informazione».

«Ci preoccupa il fatto che non venga indicata una data e non ci sia una progettualità in merito alla riapertura del pronto soccorso che apprendiamo dalle dichiarazioni dell’assessorato alla sanità essere una propria volontà.
Esprimiamo la nostra insoddisfazione  che non ci sia stato nessun confronto per concordare non solo le tempistiche che devono essere chiare ma anche le modalità con le quali i dipendenti saranno trasferiti. Abbiamo espresso più volte come sia importante che questo pronto soccorso non venga chiuso e non vorremmo che questo rappresenti un primo passo non avendo avuto concrete rassicurazioni - continua Giuseppe Summa - i colleghi non possono continuare ad essere trattati come pacchi postali. Per questi motivi abbiamo chiesto un incontro urgente che speriamo l’amministrazione conceda prima di dare seguito all’informativa».