
CUORGNE' - Ci ha lasciati un pezzo di storia Canavesana. Il coronavirus ha mietuto un'altra vittima, la signora Ludovica Romana, che lascia orfani non solo i suoi parenti ma anche l’Alto Canavese con le Comunità di Castellamonte e Cuorgnè. Ludovica dopo 90 anni ha lasciato questa vita terrena e con lei si dilegua un patrimonio di ricordi e aneddoti che era solita raccontare con sagace ironia. Ludovica ha speso una vita spesa per il commercio ed il lavoro con il marito Franco, titolare dello storico negozio di biciclette a Cuorgnè. Era erede dell’illustre famiglia Romana che merita di essere raccontata e che ha dato tanto alla Comunità di Castellamonte con la Filarmonica e la casa di riposo.
Francesco Romana aveva a metà dell’Ottocento avviato una conceria, poi successivamente sposatosi con la castellamontese Domenica Vicario da questa unione nacquero due figli, Camillo e Mario, che alla morte del padre, 1887, e poi a quella dello zio Giuseppe titolare di una confetteria, la “Bass e Romana”, nella centralissima Piazza Castello, erediteranno un cospicuo patrimonio. Le due attività verranno ulteriormente sviluppate anche a Favria, dove la conceria Romana solo una cinquantina di anni fa ha cessato la sua attività trasformandosi in officina meccanica. Iniziano in quel periodo gli interventi a favore della comunità castellamontese: nel 1902 viene inaugurato l’acquedotto, con la posa di sedici fontanelle pubbliche, nel 1917 con l’acquisto di una casa e la sua donazione alla locale congregazione di Carità si dà inizio alla Casa di Riposo intitolata a Domenica Romana Vicario e a questo istituto nel 1932 i fratelli Romana regalano la loro casa paterna nel rione San Grato; frattanto nel 1925 era stato inaugurato il nuovo Palazzo della Musica, nell’attuale piazza della Repubblica, costruito sempre su iniziativa dei due fratelli e intitolato al nome del padre Francesco. Dopo la morte dei fratelli Romana si avrà, da parte della signora Margherita, vedova di Mario, deceduta nel 1996, il lascito delle proprietà immobiliari a favore delle già beneficiate istituzioni castellamontesi.
Cara Ludovica, come già prima detto, eri una biblioteca vivente di ricordi, di 90 anni di vita. I tuoi ricordi ed aneddoti erano fonte di esperienza, conoscenza, saggezza per tutti quelli che hanno avuto la fortuna di ascoltarti con attenzione. Mi ricordo con quanta passione parlavi dei libri sugli animali, degli adorati cani, dei gatti che amava tanto tuo marito Franco ed infine quello sui pennuti, e ogni volta che avevo l’occasione, felice nell’ascoltarti, arricchivo il mio limitato bagaglio culturale. Ciao Ludovica. Ti voglio ricordare con i versi di Bertacchi scritti nel 1912: «Il carro oltre passò d’erbe ripieno e ancor ne odora la silvestre via. Sappi fare anche tu come quel fieno: lascia buone memorie, anima mia!». Adesso sei felice vicino al tuo amato Franco, lasciando ai tuoi nipoti l’Amore per la Bellezza, la passione per l’Opera e la voglia sempre di mettersi in gioco, il valore del lavoro e dell’onestà intellettuale. Per Ludovica Romana è prevista una benedizione al cimitero di Cuorgnè lunedì 4 maggio alle 16. (Giorgio Cortese)








