
CASTELLAMONTE-CUORGNE' - Stizziti e un po' sorpresi. Pasquale Mazza e Beppe Pezzetto, sindaci di Castellamonte e Cuorgnè, non hanno apprezzato l'assenza di progetti sulla sanità locale nell'elenco che la Regione ha presentato qualche giorno fa. Un libro dei sogni sul Recovery Plan nel quale, però, non c'è traccia dei tanto attesi lavori negli ospedali dell'alto Canavese. Per questo Mazza e Pezzetto hanno preso carta e penna per lamentarsi direttamente col governatore regionale, Alberto Cirio.
«E' con un certo rammarico che abbiamo appreso che, all’interno del dossier datato 31 marzo scorso relativo ai progetti regionali nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, solo pochissimi sono quelli relativi all’area del Canavese e nessuno di quelli presentati contempli la riqualificazione, la valorizzazione e il potenziamento degli ospedali di Cuorgnè e Castellamonte - scrivono nella lettera i due sindaci - diverse sono state ad oggi le richieste fatte su questa tematica alla Direzione generale dell’Asl To-4 e all’Assessorato alla sanità della Regione Piemonte, così come molti sono gli incontri tenuti in proposito. Tuttavia, seppur in più occasioni siano giunte da entrambi le parti rassicurazioni circa il futuro dei due nosocomi, allo stato attuale nulla di concreto è stato fatto. Nessun fondo è stato destinato ad interventi necessari al restyling delle sue strutture».
«I due ospedali servono potenzialmente una popolazione di 100 mila abitanti, che hanno bisogno di servizi e risposte in tempi brevi. Uno degli insegnamenti che dobbiamo trarre da questa pandemia è l’importanza della medicina di territorio. Quest’ultima avrà un ruolo centrale nel nostro futuro. Non chiediamo opere faraoniche o la realizzazione di un Pronto soccorso a Castellamonte, ma attenzione e giuste risorse a strutture che già oggi vantano al loro interno grandi eccellenze sì. Penso a chirurgia dell’ospedale di Cuorgnè o alla riabilitazione del Nubola di Castellamonte. Il Recovery plan può e deve essere l’occasione giusta per investire in queste cose. Il presidio ospedaliero castellamontese potrebbe diventare un punto di riferimento per tutto per l’alto Canavese come centro di cura delle malattie degenerative o mettendo a disposizione i suoi spazi come ambulatori per l’assistenza e il percorso di recupero da chi è stato duramente colpito dal Covid. In questo momento ci sono quattro grandi priorità per il Canavese: la sanità è una di quelle insieme all’innovazione tecnologica, l’aggiornamento e miglioramento della rete viaria e ferroviaria e la montagna con i servizi che vanno portati in fretta nella alte Terre prima che ci “crollino” addosso spopolandosi. Non si può perdere anche questa occasione».








