
CUORGNE' - Verso il «cambio della guardia» al comando carabinieri di Cuorgnè. Dopo cinque anni, il maresciallo maggiore Gianmarco Altieri lascia il comando per un nuovo, prestigioso, incarico alla procura di Ivrea. Cavaliere della Repubblica (riconoscimento ottenuto proprio negli anni di servizio a Cuorgnè), ha gestito la delicata fase del Covid portando a termine, insieme ai suoi uomini, importanti operazioni sul territorio. Tra queste le indagini che hanno fatto luce sull'omicidio di Salassa e l'individuazione della baby gang che per mesi ha seminato terrore tra i giovani di Cuorgnè e Rivarolo Canavese.
«Desidero esprimere, a nome mio personale e in rappresentanza delle istituzioni regionali, un sincero ringraziamento al maresciallo maggiore Gianmarco Altieri», dice Mauro Fava, presidente della II Commissione permanente del Consiglio regionale del Piemonte e rappresentante di Forza Italia. «In questi anni, il maresciallo Altieri ha rappresentato un punto di riferimento imprescindibile per la sicurezza del territorio, distinguendosi per professionalità, senso del dovere e vicinanza concreta alla comunità. La sua presenza costante, la capacità di ascolto e l’impegno quotidiano nel garantire l’ordine pubblico e il rispetto della legalità hanno rafforzato il rapporto di fiducia tra istituzioni e cittadini. Oltre alla collaborazione istituzionale, ho avuto il piacere di condividere con il Maresciallo Altieri un rapporto di stima reciproca, costruito nel tempo affrontando insieme, con serietà e spirito di servizio, le diverse situazioni che hanno interessato il nostro territorio. Un dialogo sempre aperto e leale, che ha permesso di affrontare le criticità in modo efficace, nel rispetto dei ruoli ma con un comune obiettivo: il bene della collettività».
Conclude Fava: «A lui va la riconoscenza mia e di tutta la comunità per il lavoro svolto con dedizione e competenza. Al tempo stesso, formulo i migliori auguri per il nuovo incarico alla Procura di Ivrea, certo che saprà affrontarlo con la stessa passione, determinazione e umanità che hanno contraddistinto il suo operato a Cuorgnè».








