COVID IN CANAVESE - Seconda ondata: siamo tornati ai livelli di maggio ma i numeri sono diversi - I DATI

CANAVESE - Sono 659 i casi covid nel nostro territorio che, nel caso di QC, comprende gran parte della zona che fa riferimento all'Asl To4 e agli ospedali di Chivasso, Ciriè, Cuorgnè e Ivrea. Siamo sostanzialmente tornati ai livelli di fine maggio quando, però, il trend era in costante discesa e il peggio sembrava essere alle spalle. Giunti oltre la metà di ottobre con un trend completamente opposto si può dire che la temuta «seconda ondata» covid è ormai nel pieno.

Il dato positivo, fin qui, riguarda la percentuale di positivi covid asintomatici che, da settimane, sfiora il 70%. Sette positivi su dieci, quindi, non solo non hanno bisogno di ricorrere alle cure ospedaliere ma non hanno nemmeno i sintomi della malattia e restano quindi in isolamento fiduciario per evitare di diffondere ulteriormente il virus. Fin qui ospedali e terapie intensive hanno retto bene l'urto perchè le percentuali di ospedalizzazione sono ancora contenute. Su scala nazionale la frazione delle terapie intensive si è da tempo stabilizzata al di sotto al 10% dei ricoverati.

Le statistiche, fin qui, confermano che gran parte dei positivi è asintomatica: fatto che crea moltissimo disagio sociale ma che conferma la bontà delle ricerche con i tamponi e che genera numeri molto diversi rispetto alla prima ondata. Si tratta di persone che in primavera non venivano identificate e quindi sfuggivano al conto complessivo dei positivi covid. 

Questo non significa che il pericolo non esista. Anzi, i posti in ospedale (sia intensivi che "normali") non sono infiniti e anche se le percentuali sono ancora sotto controllo l'aumento costante (anche se meno severo rispetto alla primavera) condurrà inevitabilmente il sistema sanitario ad una nuova emergenza. A questo punto è necessario contenere il protrarsi del trend di crescita che ormai è una costante da un mese. Se le limitazioni imposte dal nuovo Dpcm avranno sortito qualche effetto lo sapremo tra un paio di settimane. Fino ad allora i numeri continueranno quasi sicuramente ad aumentare. 

Quindi, al netto delle limitazioni imposte dall'alto, ai cittadini resta l'obbligo e la responsabilità (per se stessi e per gli altri) di seguire le ormai «solite» regole base che sono determinanti per ridurre la crescita dell’epidemia: distanziamento sociale, igiene personale, mascherine.