
CANAVESE - Pressione ospedaliera in leggero aumento, a causa del covid, nelle strutture dell'Asl To4. Secondo i dati aggiornati a ieri negli ospedali della zona c'erano 367 ricoverati con il coronavirus, in aumento di otto rispetto a venerdi scorso.
Questa la situazione nei singoli ospedali:
ospedale Chivasso 88 ricoverati di cui 32 in terapia intensiva o semi intensiva;
ospedale Ciriè 74 ricoverati di cui 21 in terapia intensiva o semi intensiva;
ospedale Lanzo 60 ricoverati;
ospedale Ivrea 38 ricoverati di cui 24 in terapia intensiva o semi intensiva;
ospedale Cuorgnè 74 ricoverati;
ospedale Settimo 33 ricoverati.
In gravi condizioni, quindi nei reparti di terapia intensiva o semi intensiva, il 22% dei ricoverati (77 su 367). Al momento sono 430 i pazienti covid negli ospedali: ai ricoverati nei reparti, infatti, si sommano 63 pazienti al pronto soccorso in attesa di essere smistati. L'Asl To4 ha attivato 465 posti covid (+10 rispetto a venerdi). In terapia intensiva o semi intensiva i posti riservati ai malati covid sono 79. A ieri 77 risultavano occupati.
Resta il problema del personale: l'aumento di posti letto non coincide con l'aumento di medici e infermieri. Su questo il Nursind, proprio ieri, ha inviato una lettera all'assessore regionale alla sanità, Luigi Icardi: «Il famoso 30% delle terapie intensive è ormai stato superato e il numero totale dei ricoveri porta il Piemonte al terzo posto in Italia solo dietro a Lombardia ed Emilia - dice il Segretario Territoriale Nursind Torino, Giuseppe Summa - i covid hospital non sono sufficienti, il territorio e l’assistenza domiciliare si sono mostrate nuovamente inefficaci e le rianimazioni al collasso. E più ci si allontana da Torino e peggiore è la situazione legata alla carenza di personale».
Il sindacato delle professioni infermieristiche ha fatto presente all'unità di crisi regionale che «mentre il Valentino resta inutilizzato, i pronto soccorso esplodono letteralmente e si rischia di non poter garantire la divisione di pazienti covid positivi da quelli negativi. Ci risulta che il Dipartimento abbia chiesto di incrementare ulteriormente i posti letto di terapia intensiva nonostante l’impossibilità di reperire professionisti e garantire le cure».








