
CANAVESE - Come Sindacato Nazionale Infermieri, il Presidente Antonio Da Palma da mesi ha sollevato l’allarme sul rischio dei nuovi contagi. Il Nursing Up, per primo, ha messo in evidenza la delicata questione della necessità o meno della terza dose per gli operatori sanitari. «Su questo punto il Ministero della Salute non si è fin ora mai espresso con chiarezza – spiegano dal Nursing Up - Per noi parlano i fatti: 87 decessi tra gli infermieri, 110mila contagiati».
«Ora c’è da preoccuparsi davvero - dice De Palma. -E nessuno si permetta di sminuire i dati. Non ne abbiamo bisogno, la sanità già fragile non ha bisogno di nascondere la verità. I cittadini non ne hanno bisogno. 1900 contagi solo ad agosto tra medici e infermieri rispetto ai 250 di luglio. Cosa altro dire? E’ arrivato il momento, da parte del Ministro della Salute, di parlare chiaro. Arriverà la terza dose per gli infermieri vaccinati tra gennaio e febbraio? Il rischio, alla luce delle varianti, è sotto gli occhi di tutti. Dobbiamo rassegnarci ad essere quelli che, in quanto più esposti, come sempre pagheranno in prima persona?».
«Il dato riferito al 31 agosto parla di 1.951 casi di Covid registrati negli ultimi trenta giorni tra gli operatori sanitari. Di questi l’82-84% circa sono infermieri che da inizio pandemia si sono contagiati in circa 115mila – spiegano da Nursing Up - E’ davvero all'angolo, ci chiediamo, la decisione sulla terza dose di vaccino? Il viceministro Sileri sostiene che, con tutta probabilità, verrà somministrata entro l'autunno alle persone fragili e agli anziani ricoverati nelle Rsa. E naturalmente agli operatori sanitari, da sempre, dall’inizio, i più esposti al rischio». «Ci auguriamo che una presa di posizione netta, in tal senso venga presa davvero, conclude De Palma. Questa incertezza, questa indifferenza, questo pressappochismo, continuano a rappresentare il desolante quadro di una politica che non comprende, che non valorizza le enormi risorse che ha a disposizione. A discapito della salute dei malati».








