CORONAVIRUS - Leini piange il quarto morto per il covid-19. Il sindaco: «Nessun caso al Capirone»

LEINI - Quaranta casi positivi e quattro morti. A Leini l'emergenza coronavirus sembra rallentare ma la città è costretta a fare i conti con un nuovo decesso. A darne notizia, ieri sera, il sindaco Renato Pittalis. «Nella giornata di oggi i leinicesi positivi al Covid-19, secondo le risultanze della Regione Piemonte, non sono aumentati. Dobbiamo purtroppo annotare il quarto decesso: alla famiglia del nostro concittadino va la nostra vicinanza e il cordoglio di tutti i leinicesi. Oggi abbiamo, inoltre, avuto conferma che tre persone risultano negative al doppio tampone e possiamo, quindi, annoverarli tra i guariti». Il sindaco ha anche sottolineato la situazione alla casa di riposo: «Vi confermo anche che al momento non risultano casi presso la RSA Il Capirone: facciamo di tutto, e ringrazio gli operatori, perché così continui ad essere».

«E’ da escludere che si possano divulgare pubblicamente dati relativi alle persone contagiate, come alcuni stanno chiedendo da qualche giorno - dice Pittalis - se ognuno di noi rispetta le precauzioni è molto difficile che venga contagiato. E’ normale che siamo preoccupati, ma credo che sia importante che ognuno entri in azione invece di aspettare passivamente gli eventi: possiamo provare, con ogni precauzione, a fare qualcosa direttamente. Le persone contagiate non smettono di essere persone, sono soltanto malate: possiamo chiedere loro se hanno bisogno di qualcosa, magari della spesa, lasciandogliela sullo zerbino. Non smettiamo di essere comunità, di aiutarci, altrimenti sarà davvero durissima ricominciare».

Questione mercato: c’è chi dice che con il mercato c’è più gente in giro. «Non so se sia vero o se sia un’impressione, resta il fatto che il mercato è un’opportunità in più che permette di diluire le persone, offrendo un’alternativa ai vari negozi e supermercati. Se c’è troppa gente in giro non è per il mercato, ma perché troppi di noi escono più di quanto necessario, ammesso che la gente in giro non siano coloro che vanno al lavoro in attività aperte. Cerchiamo di non giudicare, ma di aiutare: abbiamo timori e paure, ma se cediamo all’istinto di vedere nemici nelle altre persone andrà tutto soltanto peggio».

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