
IVREA - Situazione difficile negli ospedali del Canavese a causa dell'aumento dei positivi al coronavirus. Ad Ivrea alcuni reparti sono stati rimodulati per far posto ai casi di covid-19. Come oncologia che, al momento, ospita i sospetti positivi che arrivano al pronto soccorso. Qualche giorno fa era toccato all'area degli ambulatori di chirurgia. E ieri sera sono iniziate le operazioni di sgombero della cappella dell'ospedale che potrebbe essere utilizzata per ospitare altri pazienti dello stesso nosocomio. La situazione, insomma, è molto delicata così come il Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche, ha segnalato ieri con una nota trasmessa alla direzione sanitaria dell'Asl To4 (link sotto).
Ci sono poi comportamenti sconsiderati che rischiano di annullare quanto di buono si è fatto su tutto il territorio. A Rivarolo Canavese, ad esempio, sono stati individuati dei soggetti che, anche se in quarantena, uscivano tranquillamente di casa mettendo a rischio non solo se stessi ma anche (e soprattutto) gli altri. Senza contare chi continua ad uscire senza protezioni come se nulla fosse, magari solo per una passeggiata in centro. Alcuni comportamenti rischiano di aggravare ulteriormente la situazione: non a caso si ipotizza per Rivarolo e dintorni il ricorso alla «zona rossa» come avvenuto per Codogno e gli altri paesi della Lombardia.
Su questo è stato chiaro il sindaco Alberto Rostagno: «Non succederà, se tutti i cittadini faranno la propria parte, compresi quei cittadini in quarantena, sorpresi ad uscire di casa. Non è più possibile “scherzare con il virus”: il coronavirus non perdona».








