
TORINO - L'Unità di crisi sul COVID-19 ha diramato questa mattina una comunicazione a tutti i direttori delle aziende sanitarie del Piemonte, in cui si dispone la sospensione degli interventi chirurgici ordinari e gli interventi sanitari che implichino l’utilizzo delle sale operatorie, fatta eccezione per gli interventi chirurgici urgenti, quelli salvavita e quelli di tipo oncologico. La decisione è stata assunta allo scopo di mettere in atto ulteriori misure di contenimento della diffusione del virus.
Aggiornamento dei casi in Piemonte
Sono 97 i casi risultati positivi al coronavirus “COVID-19” in Piemonte: 41 in provincia di Asti, 24 nell’Alessandrino, 16 in provincia di Torino, 5 nel Verbano Cusio Ossola, 3 in provincia di Novara e 5 nel Vercellese, più 3 casi extraregione. Cinquantratre persone sono tuttora ricoverate in ospedale. Di questi, 22 sono ospitati in reparti di malattie infettive (8 ad Asti, 4 a Novara, 5 all’Amedeo di Savoia di Torino, 3 ad Alessandria, 2 a Vercelli), 17 in terapia intensiva, 14 in altri reparti. Le persone in isolamento fiduciario domiciliare sono 44.
Situazione Pronto Soccorso
Sono pienamente operativi i Pronto soccorso di Chivasso e di Biella. Resta chiuso il Pronto soccorso di Novi Ligure, in attesa del trasferimento verso altri ospedali dei casi presenti risultati positivi al COVID-19. Chiuso anche il Pronto soccorso di Tortona, dove sono in atto le operazioni di riconversione della struttura in COVID-Hospital.
Il presidente della Regione, Alberto Cirio, fa presente che fare tutto il possibile per contenere il contagio dipende dalla vita quotidiana di ciascuno di noi e inviata a restare uniti come Piemonte e Italia in questo difficile momento. Cirio ha anche annunciato che, siccome tenere le scuole chiuse fino al 15 marzo vuole dire creare disagio e costi economici, ci sarà una misura specifica del Governo in un decreto che sarà emanato entro la settimana e che la Regione Piemonte potenzierà questi stanziamenti per fa sì che nessuna famiglia sia lasciata sola. E' stato anche raggiunto l'accordo a Roma con il Governo per la cassa integrazione straordinaria in deroga per le aziende fino a 6 dipendenti che vivono una fase di difficoltà. Il Piemonte consentirà di usare anche il suo fondo di garanzia per l'accesso al credito. Sono prime misure, ma ne dovranno arrivare altre utilizzando il “modello Morandi” per superare burocrazia e tempi lunghi.











