CORIO CANAVESE - Madre e figlio perdono la casa nell'incendio: ora chiedono disperatamente aiuto

CORIO - Una mano tesa. Solo questo chiede Anna (nome di fantasia), una donna di Corio Canavese con alle spalle un passato di violenza. Un aiuto per poter immaginare un futuro migliore per se stessa e per suo figlio. Il giovane, che per anni è stato testimone delle violenze domestiche, ad inizio marzo ha compiuto 16 anni. Per festeggiare, il padre, dal quale oggi la donna è separata, l’ha portato a mangiare una pizza. Al rientro verso casa, all’interno di un’area di servizio, i due sono stati aggrediti da una banda di balordi. Difendersi è stato inutile di fronte al sadismo dei suoi aguzzini, accanitisi per 20 euro. Non si sono fermati nemmeno di fronte alle preghiere dell’uomo, con evidenti problemi di salute. 

Ad aggravare la situazione di questa famiglia a pezzi è stato un incendio, che due giorni dopo ha distrutto la loro abitazione. La villetta, in cui entrambe le famiglie vivevano è stata avvolta dalle fiamme. Uno dei due appartamenti non ha subito danni ma l’intero stabile è stato giudicato inagibile. Così in pochi giorni, Anna e suo figlio, si sono ritrovati in mezzo ad una strada. Hanno chiesto aiuto al Comune, ed ai servizi sociali ma in un momento così drammatico per l’intera nazione il loro appello è rimasto inascoltato. Invano hanno cercato aiuto dal Parroco e dalle principali associazioni, senza riuscire ad ottenere risposta. 

Ad accoglierli in queste settimane è stata la sorella della donna, che però vivendo con figli e genitori a carico, spera di trovare una soluzione, un’idea per riuscire ad uscire dal buio. L’appello è rivolto al Comune, alle associazioni, ai proprietari delle seconde case ed a chiunque abbia un’opportunità per poter aiutare la donna ad avere un tetto sulla testa in questi giorni difficili. «Stiamo cercando una soluzione – spiega la sorella – sperando in affitto calmierato, che potremmo sostenere noi per un primo periodo fiduciosi che il ragazzo, oggi studente alla scuola professionale, trovi presto un lavoro». Una nuova speranza, per chi finora ha assaggiato solo dolore. (N.a.)

Chiunque avesse un’idea per aiutare questa famiglia può mettersi in contatto con loro al numero 347-2346232.

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