
Medaglia della Liberazione, conferita dal Ministro della difesa, Roberta Pinotti, alla staffetta partigiana Imperia Deri, classe 1926, residente a Colleretto Castelnuovo e oggi ospite alla casa di riposo di Cintano. La medaglia, l’altra mattina, è stata consegnata, alla presenza di famigliari e amici, dal sindaco di Colleretto, Aldo Querio Gianetto.
Imperia nasce a Piombino il 25 gennaio 1926 il padre è cieco e la madre lavora come ricamatrice. L'inverno del '29 è terribilmente freddo: il giorno di Natale la madre si ammala di polmonite e il giorno di capodanno muore, lasciando Umberto di sei anni e Imperia di tre. Dopo la morte della mamma i bambini passano un anno in un collegio poi tornano a vivere con il padre: vivono in miseria, aiutati dai parenti. All'età di 10 anni Umberto trova lavoro e mantiene la famiglia. Imperia frequenta la scuola e riesce a diplomarsi. Inizia la seconda guerra mondiale e Umberto parte militare.
L'otto settembre, Umberto si unisce ai partigiani delle valli cuneesi, anche la sorella e il padre si trasferiscono a Cuneo e Imperia trova lavoro come segretaria presso un ufficio. Diventa staffetta partigiana fornendo tutte le informazioni che riesce a carpire ai fascisti. Umberto è braccato: per paura di ritorsioni, Imperia e il padre vanno ad abitare a Torino da una zia. Nei giorni della Liberazione a Torino ci sono ancora tante rappresaglie, il 29 maggio 1945 tanti corrono in piazza a festeggiare l'arrivo dei partigiani. Anche Imperia corre e spera di rivedere suo fratello ma nella confusione un cecchino spara sulla folla e colpisce Imperia ad una gamba. La giovane donna viene ricoverata in un ospedale militare e a soli 18 anni subisce l'amputazione della gamba sinistra.
Successivamente si stabilisce a Torino con il padre e il fratello, più tardi viene assunta come impiegata in Fiat dove lavorerà fino alla pensione. All'età di trent'anni sposa Adriano, amico fraterno di Umberto. Una volta in pensione va a vivere a Levone dove si impregna attivamente nella Pro loco ed è molto apprezzata per la sua disponibilità. All’età di 65 anni resta sola a causa della malattia che si porta via il marito. Così vive da sola a Levone sino all’età di 80 anni poi va a vivere a Colleretto Castelnuovo nella casa del nipote.








