
COLLERETTO CASTELNUOVO - Uno sparo nel buio, un colpo di fucile esploso con una crudeltà inaudita nel cuore della notte contro un essere indifeso e innocente. E’ morto così il dolcissimo pastore tedesco «Dark», ritrovato senza vita nel cortile di casa dal suo padrone a Santa Elisabetta, frazione di Colleretto Castelnuovo. Si tratta dell’ennesimo atto inqualificabile e disumano di violenza compiuto in Canavese contro gli animali. Su quanto accaduto, tra mercoledì 16 e giovedì 17 marzo, sono in corso le indagini dei carabinieri di Cuorgnè.
«E’ qualcosa di devastante, sono a pezzi. E’ come se mi avessero ucciso un fratello – racconta il 43enne Alessio, che dal 2015 vive a Santa Elisabetta – Dark era con me dal 2016. Domenica 20 marzo avrebbe compiuto 7 anni. L’avevo adottato a Piossasco. E’ successo tutto giovedì scorso. Intorno alle 9 sono uscito di casa per andare a lavoro e ho visto il mio pastore tedesco in cortile. Non respirava, era inerme con la testa infilata sotto la scala come a cercare protezione. L’ho sollevato e ho subito notato in terra una striscia di sangue. Sono andato in panico. Ho chiamato il mio veterinario a Cuorgnè, ma era chiuso e, su suo consiglio, l’ho caricato in auto e portato all’Istituto Zooprofilattico. Purtroppo il suo cuore aveva già smesso di battere. E’ terribile cosa mi è successo. Sono venuto a vivere qui, a 1200 metri per cercare un posto tranquillo e in pace e invece mi uccidono senza nessuna pietà il cane».
Dall’autopsia è arrivata una «verità» ancora più agghiacciante: «All’inizio pensavo fosse stato ferito da un cinghiale, ma non era affatto così. Venerdì mi ha contattato il veterinario che ha seguito il caso di Dark – spiega Alessio – Nel suo corpo c’era un proiettile, sparato da un fucile ad aria compressa potenziato. Dall’Istituto avevano già contattato i militari dell’Arma, ma ho subito sporto anche io denuncia contro ignoti».
La notizia della barbara uccisione di Dark ha lasciato sgomenta la piccola comunità valligiana. «Sono senza parole. La sera prima scorrazzava libero in giardino. L’ho sentito abbaiare ancora verso le 22.30 – conclude Alessio – Sto malissimo e sta malissimo anche Arya, la sua compagna “quadrupede”, che avevo preso poco dopo Dark. Era un amore di cane, buono e giocherellone. Era la mia famiglia. Spero che le forze dell’ordine riescano ad individuare l’autore di un gesto così disumano. Chi l’ha fatto è senza anima».












