
CIRIE' - Una ragazza ventenne segregata dal fidanzato di sei anni più grande. Alla fine intervengono i carabinieri e per il giovane scatta l'arresto. E' successo a Ciriè dove un 26enne dovrà ora rispondere di sequestro di persona e lesioni. L'episodio si è verificato dopo un litigio tra i due ragazzi.
La 20enne si trovava in compagnia del fidanzato, con cui si frequentava da alcune settimane, verso l'ora di cena. Dopo un alterco il 26enne ha iniziato a minacciarla di morte con un coltello da cucina impedendole di lasciare la casa e spaccandole il telefono cellulare per evitare che potesse chiedere aiuto. Ed è così iniziata per la giovane una notte di assoluto terrore, tra minacce e percosse. Sempre sotto la minaccia del coltello.
Solo il mattino dopo, giovedi, il 26enne ha permesso alla ragazza di chiamare la madre per avvisare che non sarebbe andata al lavoro. E' stata proprio la mamma ad intuire qualcosa di strano nelle parole della figlia. Una volta messo giù il telefono ha subito chiamato il 112.
I carabinieri di Ciriè, ricostruita la vicenda, hanno valutato attentamente la situazione e hanno deciso di intervenire nell'abitazione dell'uomo, tra l'altro già noto alle forze dell'ordine. Con la scusa di una notifica, due militari di pattuglia sono riusciti ad entrare in casa e a liberare la 20enne che, subito dopo, è stata accompagnata in ospedale. Ha riportato contusioni e lesioni a causa di un tentativo di strangolamento. Il fidanzato è stato arrestato. L'incubo è finito.











