CHIVASSO - Partita di calcio in oratorio: 533 euro di multa al parroco che fa ricorso e invoca il rispetto dei Patti Lateranensi

CHIVASSO - 533 euro di multa al parroco del Duomo di Santa Maria Assunta per le partite di calcio in oratorio e la conseguente violazione delle norme anti covid. Ora il sacerdote si è affidato ai legali e ha presentato ricorso al prefetto di Torino tirando in ballo anche i patti lateranensi che regolano i rapporti tra Stato e chiesa. La sanzione è stata elevata dagli agenti della polizia locale di Chivasso. Gli episodi risalgono a novembre e dicembre, quando il Piemonte era in zona rossa e quindi non era consentito alcun tipo di assembramento. Le partite, del tutto amatoriali, le stavano giocando alcuni ragazzi che frequentano il catechismo durante la pausa tra la lezione a la Santa Messa.  

Qualche residente della zona, per due sabati di fila, ha preso il telefono e ha chiamato i civich segnalando le partite in corso, assolutamente vietate per le norme anti covid. In entrambe le occasioni i civich hanno accertato la presenza di una ventina di ragazzi, tutti minorenni, nel campetto dell'oratorio. Nel primo caso è scattato l'avvertimento. Nel secondo la multa da 400 euro indirizzata al parroco don Davide Smiderle.

Secondo il ricorso, però, il verbale va annullato: «Il dpcm dava facoltà alle Regioni di introdurre misure ulteriormente restrittive per il contenimento della pandemia, esclusivamente nell'ambito delle attività di loro competenza. Quindi la podestà sanzionatoria spetta alla Regione. E le competenze regionali non possono riguardare i rapporti tra Stato e chiesa, espressamente riservati dai Patti lateranensi». Nel ricorso è sottolineato che «l'articolo 9 del Concordato prevede che la forza pubblica non può entrare, per l'esercizio delle sue funzioni negli edifici aperti al culto, senza averne dato avviso all'autorità ecclesiastica salvo i casi di urgente necessità». 

Secondo il parroco non c'era urgenza e l'attività svolta nel cortile dell'oratorio era esercitata nel rispetto delle misure di prevenzione, tanto che i ragazzi avevano tutti la mascherina ed erano sorvegliati dal viceparroco.