
CHIVASSO - Una sentenza destinata a far molto discutere. Succede in Canavese, dove il giudice del lavoro Federica Fabaro del Tribunale di Ivrea si è pronunciata a favore di una Cooperativa sociale di Chivasso che aveva sospeso dal servizio e lasciato a casa senza stipendio un’operatrice sanitaria «no vax».
La donna, 54 anni italiana, impiegata in una Casa di riposo del torinese, si era rifiutata di aderire alla campagna vaccinale contro il coronavirus. Una decisione pagata a caro prezzo. Lasciata a casa, l’operatrice sanitaria aveva presentato ricorso contro il provvedimento di sospensione temporanea dal servizio adottato dai suoi datori di lavoro (rappresentati in giudizio dagli avvocati Massimiliano Elia e Luca Fazzini).
Il giudice ha dato ragione ai dirigenti della Cooperativa sociale chivassese, riconoscendo così «la prevalenza della salute pubblica rispetto alla libertà individuale». Ovviamente, l’oss potrà rientrare a lavoro se sceglierà di sottoporsi al vaccino contro il Covid-19.








