CHIVASSO - «Grave demansionamento»: il tribunale dà ragione all'infermiere dell'ospedale

CHIVASSO - «Grave demansionamento», il tribunale di Ivrea dà ragione all'infermiere in forza all'ospedale di Chivasso e condanna, in primo grado, l'Asl To4 al risarcimento dei danni. A dare notizia della sentenza, è il sindacato SI Cobas, sceso in campo al fianco del lavoratore.

«Migliaia di turni senza personale Oss nel reparto psichiatrico, nel periodo citato nel ricorso - spiegano da SI Cobas - L'infermiere, iscritto della nostra organizzazione sindacale, per anni ha dovuto svolgere mansioni inferiori subendo una dequalificazione continua e protratta nel tempo. Il giudizio riconosce chiaramente che “diveniva usuale per i pazienti ed i loro parenti rivolgersi al ricorrente per tali incombenze [quelle adibite al personale di supporto], a discapito di ogni distinzione tra la figura dell’infermiere e la figura dell’Oss, con evidente compromissione della professionalità e dignità del ricorrente medesimo”. Tale vertenza pilota sul demansionamento è stata portata avanti tuttavia non solo per denunciare la dequalificazione professionale dell’infermiere, ma anche per portare alla luce e cominciare a contrastare una situazione frequente e insostenibile di sovraccarico di lavoro che colpisce strutturalmente i luoghi di lavoro inclusi gli ospedali e le altre strutture della sanità. I lavoratori lamentano di essere costretti a barcamenarsi tra infiniti compiti – pure al di fuori della loro competenza contrattuale – per garantire i servizi minimi ai pazienti: così purtroppo aumentando il rischio di burnout e stressa a danno della propria salute nonché inevitabilmente di errori».

Chi tocca uno, tocca tutti, ribadiscono dal sindacato: «Siamo già in contatto con altri infermieri che lamentano di doversi occupare di mansioni alberghiere. Una situazione insostenibile causata da cattiva organizzazione del lavoro e croniche carenze di organico, problematiche dei lavoratori tra i "malanni" peggiori e più diffusi di una sanità definanziata e privatizzata. Una vittoria importante a difesa dell'interesse dell'infermiere che rafforza la lotta dei lavoratori per migliori condizioni di vita, per il riconoscimento di una riduzione di orario carichi e ritmi di lavoro secondo i bisogni umani personali e famigliari come della dignità professionale, per una chiara e forte indicazione di unità e organizzazione per tutti i lavoratori del settore sanità».