CANAVESE - Ospedali, uffici e poliambulatori senza condizionatori: «Sos caldo» nelle strutture dell'Asl To4

CANAVESE - Il Nursind ha chiesto anche quest'anno l'intervento ai vertici dell'Asl To4 per evitare di dover nuovamente fare i conti con il caldo estivo che in passato ha creato numerosi disagi ai dipendenti che lavorano in azienda, ma anche ai pazienti che usufruiscono dei vari servizi nelle strutture sanitarie. Dopo le segnalazioni degli anni precedenti, e mentre la stessa azienda sanitaria dispensa informazioni utili ai cittadini su come difendersi dal caldo estivo, ci si aspettava una serie di interventi», dice il sindacato. Con una nota del 21 giugno scorso, il direttore generale Scarpetta ha fornito indicazioni sulla problematica,  nominando l'ingegner Mingione quale responsabile della gestione emergenza calore. «Lo stesso Mingione, in risposta a una mail inviata per conoscenza al Nursind, il 6 luglio ha comunicato che si è data attuazione a quanto richiesto dalla direzione con l'acquisto di 15 split per tutta l'azienda, ad esempio uno per ogni ospedale. È chiaro che pur comprendendo che ci sono limiti impiantistici, l'acquisto di 15 apparecchi di condizionamento è assolutamente inefficace oltre che arrivato tardivamente».

Il Nursind ha quindi messo in fila tutte le segnalazioni appena pervenute riguardanti il caldo. 

- IVREA: nel reparto di Neurologia in alcune camere di degenza sono presenti impianti di condizionamento obsoleti e/o malfunzionanti (già segnalato varie volte dal personale), mentre in altre camere sono presenti solo ventole; in Ortopedia/Traumatologia 2 camere di degenza con split non funzionanti (si tampona con pinguini peraltro rumorosi). Nel reparto di Medicina pinguini inefficienti, split vecchi ed obsoleti quindi malfunzionanti, finestre senza tende, infissi senza zanzariere per cui non c'è neppure la possibilità di tenere le finestre aperte; in psichiatria presenti pochi split malfunzionanti e talmente  rumorosi, che a causa della patologia dei pazienti vanno spenti. Ambulatorio pre-ricoveri e pneumologia senza nessun tipo di condizionamento, con grande disagio non solo per i lavoratori, ma anche per gli utenti che soffrono di patologie respiratorie e in ossigeno terapia. Front-office cardiologia, nessun tipo di condizionamento.
- CUORGNE': tutto il presidio risulta privo di condizionamento, ad esclusione del Ppi, laboratorio analisi, sala operatoria e mensa. 
- POLIAMBULATORI CUORGNE', RIVAROLO, CALUSO E CASTELLAMONTE: nessun tipo di condizionamento.
- CHIVASSO ospedale: segnalazioni in alcuni ambulatori, ma fortunatamente è il presidio senza grosse criticità. In via Po grossi disagi in molti uffici.
- CAVAGNOLO: nessun tipo di condizionamento.
- POLIAMBULATORIO SAN MAURO: nessun tipo di condizionamento, particolarmente critica la situazione in sala prelievi.
- CIRIE': nel reparto di ortopedia 5 camere di degenza senza condizionamento e 2/3 dei pinguini sono malfunzionanti; in Neurologia presenti solo ventilatori; Csm situazione critica. Urologia/Oculistica, tutte le camere eccetto una (con condizionatore) con ventilatori; Nefrologia/post acuzie cardiologia, presenti 5/6 ventilatori a fronte di 11 stanze per altro tutte esposte al sole.
- LANZO: nessun tipo di condizionamento.

«Fortunatamente in questi giorni il caldo ha dato un po di tregua, ma la situazione è veramente critica. L'altro giorno abbiamo ricevuto numerose segnalazioni da parte dei dipendenti che fra l'altro ci chiedevano supporto per gli utenti ricoverati. Fra l'altro non va sottovaluto il rischio di cattiva conservazione dei farmaci. Nella nota della Direzione è stata chiesta la possibilità di fornire divise estive al personale dei reparti sprovvisti di condizionamento, ma anche su questo è arrivata la risposta negativa da parte degli stessi uffici di via Po: "Come già segnalato più volte per richieste analoghe , in questa fase di continua proroga del servizio, non è possibile inserire tipologia di divise diverse da quelle previste da capitolato speciale di gara". Se pur è vero che questo problematica va avanti da anni e che nel 2019 Giuseppe Summa era stato vittima di un avvio di un procedimento disciplinare, proprio per aver denunciato queste criticità, la situazione è chiara: anche per il 2023, tutto è rimandato al 2024», aggiungono dal sindacato.